mercoledì 15 ottobre 2014

LA PSICHIATRIA NELLA RIFORMA DEL SISTEMA LOMBARDO.

Il prossimo 27 Ottobre a Palazzo Pirelli, in Via Fabio Filzi 22, presso la Sala Pirelli, a Milano, dalle 14 alle 18,30 si terrà un nuovo workshop dal titolo LA PSICHIATRIA NELLA RIFORMA DEL SISTEMA LOMBARDO.

Il
 modello della psichiatria lombarda, nel corso di un trentennio, ha realizzato la continuità assistenziale tra ospedale e territorio garantendo al contempo gli interventi in acuzie, la presa in carico dei casi complessi e una diffusa assistenza ambulatoriale territoriale per i disturbi emotivi comuni e le patologie ad elevato impatto epidemiologico quali i disturbi d’ansia, i disturbi depressivi, i disturbi del comportamento alimentare e i disturbi di personalità.

L'obiettivo è quello di approfondire le principali tematiche attuali relative all’assistenza psichiatrica collocandole nello scenario della riforma del sistema socio-sanitario lombardo sulla base delle indicazioni presentate nel recente “Libro Bianco” sullo sviluppo del sistema.
Nell’ambito di tre tavole rotonde 
1. La sfida dell’integrazione nell’area della salute mentale: criticità attuali e prospettive future nel sistema sanitario lombardo; 
2. I pazienti con disturbo psichico e autori di reato: il progetto lombardo per il superamento degli OPG; 
3. Un nuovo modello di finanziamento per i pazienti con disturbo psichico grave in cura dei DSM: la sperimentazione regionale - saranno approfondite le tematiche dell’integrazione nell’area della salute mentale, i percorsi di cura da garantire per i soggetti con disturbo psichico autori di reato, e i nuovi modelli di finanziamento per l’assistenza psichiatrica in fase di sperimentazione.
Il workshop si concluderà con la presentazione delle linee guida del riordino del SSR lombardo
*L'iscrizione è gratuita fino ad esaurimento posti, previa compilazione e
restituzione dell'allegato modulo compilato in ogni sua parte.*

SCHEDA D’ISCRIZIONE e PROGRAMMA clicca QUI

venerdì 10 ottobre 2014

Riforma Pensioni, un anticipo sino a 5 anni per gli invalidi oltre il 46%

Possibilità per gli invalidi per qualsiasi causa, ai quali sia stata riconosciuta un’invalidità superiore al 46 per cento, ma inferiore al 74 per cento, di richiedere per ogni anno di lavoro effettivamente svolto, il beneficio di un mese di contribuzione figurativa. Fino ad un massimo 5 anni valutabili ai soli fini del diritto alla pensione e dell'anzianità contributiva. E' quanto prevede il ddl 682 presentato al Senato da Nicoletta Favero (Pd) Stefania Pezzopane (Pd), Laura Puppato (Pd) e Laura Bignami (Gruppo Misto). 

Il ddl si pone l'obiettivo di rimediare alla situazione di difficoltà in cui si trovano i lavoratori a cui sia stata riconosciuta un’invalidità superiore al 46% ma inferiore al 74% - che la legge attuale tratta al pari dei lavoratori sani - dando loro la possibilità di richiedere per ogni anno di lavoro effettivamente svolto, il beneficio di un mese di contribuzione figurativa, fino al limite massimo di cinque anni di contribuzione figurativa utile ai soli fini del diritto alla pensione e dell’anzianità contributiva. I lavoratori potenziali beneficiari, secondo quanto si legge nella relazione al ddl,  sono stimabili in circa 400 mila unità.
La proposta è "vecchia" in quanto giace in Senato da oltre un anno e la sua discussione non è stata ancora calendarizzata in Commissione Lavoro di Palazzo Madama. Un ritardo che "pesa" ricorda l'Aduc e varie altre associazioni che tutelano i lavoratori invalidi civili: "l'approvazione del testo sarebbe un segnale importante dato che la Riforma Fornero del 2011, che ha previsto un notevole innalzamento dell’età pensionabile, non ha adeguato la normativa alla realtà dei lavoratori invalidi che dovranno continuare a lavorare fino a quasi 70 anni di età nonostante le loro condizioni di salute".

Con il ddl infatti sarebbero estesi benefici previsti dal comma 3 dell’articolo 80 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 che attualmente consente, a decorrere dal 1º gennaio 2002, ai lavoratori sordomuti e agli invalidi per qualsiasi causa, ai quali sia stata riconosciuta un’invalidità superiore al 74 per cento, di richiedere per ogni anno di lavoro effettivamente svolto, il beneficio di due mesi di contribuzione figurativa. Il beneficio, nella forma attualmente vigente, è riconosciuto fino al limite massimo di cinque anni di contribuzione figurativa utile ai soli fini del diritto alla pensione e dell’anzianità contributiva.

La proposta prevede l'estensione di tali benefici anche in favore dei lavoratori ai quali sia riconosciuta un’invalidità superiore al 46 per cento, ma inferiore al 74 per cento. "Questi lavoratori, per i quali è riconosciuto il collocamento obbligatorio, ai fini pensionistici sono equiparati, di fatto, ai lavoratori sani" si legge nella relazione al testo del provvedimento.



Io Invalido del Club in MoVimento TI INFORMO on line: Riforma Pensioni, un anticipo sino a 5 anni per gl...:



Benedizione lunga vita, FederAnziani: grazie, Papa Francesco!

Un grazie a Papa Francesco da tutti i nonni d’Italia per il suo alto messaggio in questa giornata che offre agli anziani, ai giovani, alle famiglie, una nuova prospettiva con cui guardare alla terza età, centrata sull’accoglienza e sull’amore e mai sullo scarto”.Queste le parole con cui FederAnziani, attraverso il suo Presidente Roberto Messina, si è rivolta al Pontefice in occasione della giornata mondiale dedicata agli anziani e ai nonni, riuniti in Piazza San Pietro per incontrare il Santo Padre, evento alla cui realizzazione ha contribuito la stessa FederAnziani.“Gli anziani giunti oggi in Piazza San Pietro – ha aggiunto Messina – sono stati accolti con amore e attenzione, sia attraverso le parole del Santo Padre, che hanno profondamente toccato il cuore di tutti noi, sia attraverso la sensibilità dimostrata verso le loro esigenze nell’organizzazione e nella gestione di un evento di enorme complessità. Non è semplice, infatti, accogliere decine di migliaia di anziani provenienti da tutto il mondo, e in particolare dall’Italia, e se tale accoglienza è stata impeccabile sotto ogni profilo lo si deve alla sensibilità dimostrata dal Pontificio Consiglio per la Famiglia, guidato da Mons. Vincenzo Paglia.Un ringraziamento speciale va anche ai protagonisti di questa giornata che hanno reso possibile un evento senza precedenti, ovvero le decine di migliaia di anziani e nonni che da tutta Italia e da tutto il mondo sono arrivati stamattina in Piazza San Pietro, affrontando spesso lunghi e faticosi viaggi per dimostrare la loro vicinanza e il loro profondo legame con il Santo Padre”.
FONTE FederAnziani

Categoria: Comunicati Stampa 

mercoledì 8 ottobre 2014

Esenzione TASI per affitti di famiglie e imprese: le soglie minime

Esenzione TASI per immobili in affitto: soglie di rendita minime, calcoli ed esempi pratici su Milano e Roma per abitazioni private e immobili ad uso delle imprese.

Per gli inquilini alle prese con il pagamento TASI 2014 è frequente che l’imposta totale annua risulti inferiore a 12 euro, e che di conseguenza non vada pagata perché sotto la soglia di esenzione. A Milano, ad esempio, la TASI per l’affitto di un appartamento con rendita catastale fino a 850 euro risulta sotto il tetto minimo, per cui si paga solo dai 900 euro circa di rendita in su (comprese le categorie A1, A8, A9); a Roma, invece, i 12 euro vengono raggiunti prima. Vediamo dunque le diverse soglie di rendita sopra cui scatta il pagamento TASI in quanto superiore a 12 euro.

=> TASI per inquilini in affitto: dove e come si paga

Regola generale

Il Comune, con la delibera TASI, stabilisce una quota per l’affittuario dal 10 al 30%. Anche se per l’inquilino l’appartamento fosse prima casa, ai fini dell’aliquota da applicare si deve fare riferimento alla destinazione d’uso del proprietario, calcolando su questa la propria quota: se prevista, si applica l’aliquota per immobili in locazione, diversamente quella per le seconde case, almeno nella maggior parte dei casi; è infatti difficile che un proprietario affitti la sua prima casa, ne qual caso si applicherà l’aliquota per prime abitazioni.
Esempi
  • Aliquota TASI 0,08% e quota inquilino 10%. Con rendita catastale di 500 euro, l’imponibile è di 84mila euro (rendita rivalutata del 5% e moltiplicata per 160): applicando l’aliquota si ottiene una TASI totale di 67,2 euro, con quota inquilino di 6,7 euro, sotto i 12 euro e quindi con esenzione; con rendita di 900 euro si arriva a una TASI di 121 euro di cui 12,1 euro a carico dell’inquilino, che dovrà quindi pagare in acconto 6 euro (il 50%) in ottobre e il saldo a 16 dicembre.
  • Aliquota TASI 0,08% e quota inquilino 20%. Con rendita di 500 euro l’imposta spettante all’affittuario è di 13 euro, da versare con acconto di 6,5 euro a ottobre e il restante a dicembre.
  • Aliquota TASI 0,08% e quota inquilino 30%. Con rendita di 500 euro la quota inquilino è intorno ai 20 euro, mentre la soglia di esenzione è intorno ai 300 euro di rendita.
Applichiamo questi calcoli alle delibere di Milano e Roma, segnalando sopra quale rendita catastale il locatario dovrà pagare l’acconto TASI del 16 ottobre per tutte le tipologie di immobili (abitazione o imprese).

=> TASI: Guida al calcolo online e compilazione F24

Milano

La quota inquilino è pari al 10% con aliquota per abitazioni locate dello 0,08% e soglia di esenzione intorno ai 900 euro di rendita. Il Comune applica la stessa aliquota anche per affitto di uffici (categoria A10), laboratori artigiani (C3), negozi e botteghe (C1), immobili produttivi (gruppo D, tranne D5). I calcoli, però sono diversi perché cambiano icoefficienti.
  • Negozio o bottega (C1) moltiplicatore 55: non si paga fino a una rendita catastale di 2.500 euro. A 3mila euro scatta ad esempio una TASI di 13 euro annua da pagare.
  • Laboratorio artigiano (C3) moltiplicatore 140: non si paga fino a una rendita di mille euro, mentre a 1.100 euro circa scatta una TASI annua di 12,94 euro .
  • Immobile d’impresa (gruppo D, tranne D5) moltiplicatore 60: non si paga fino a una rendita di 2.100 euro.
  • Ufficio/studio (A10), banche/assicurazioni (D5) moltiplicatore 80: non si paga fino a rendite catastali di 1.700 euro. A 1.800 euro scatta una TASI annua di 12,10 euro  da pagare.

Roma

La quota inquilino è pari al 20%, l’aliquota TASI per gli immobili diversi dalla prima casa è anche qui allo 0,08%. Per gli immobili locati ad uso abitativo, la soglia di esenzione scatta sopra i 440 euro di rendita catastale: a 450 euro, infatti, la quota inquilino è di 12,09 euro.  Vediamo i calcoli per le altre categorie di immobiliapplicando i diversi coefficienti:
  • Negozio o bottega (C1): con rendita di 1.250 euro non si paga, a 1.300 scatta una TASI di 12,1 euro.
  • Laboratorio artigiano (C3): fino a 500 euro di rendita non si paga perchè l’imposta è sotto i 12 euro. Se la rendita è di 550 euro è dovuta una TASI di quasi 13 euro.
  • Immobile d’impresa (gruppo D, tranne D5): fino a 1.000 euro di rendita non si paga , a 1.100 euro scatta una TASI inquilino di 12,01.
  • Ufficio/studio (A10), banche/assicurazioni (D5): fino a 850 euro di rendita catastale non si paga perchè sotto i 12 euro    FONTE PMI

 

lunedì 6 ottobre 2014

Canone Rai: riforma in arrivo, addio bollettini

L'importo del Canone RAI dipenderà dalla capacità di spesa delle famiglie e dai consumi e vengono eliminati i bollettini: i dettagli del decreto del MiSE.

Si lavora per ridefinire le regole del Canone RAI al Ministero dello Sviluppo Economico, tra le novità la rimodulazione delle quote da versare che andranno dai 35 ai 60 euro in base al reddito e norme sui finanziamenti alle TV locali. Viene inoltre eliminato il bollettino individuale per il versamento della tassa sul possesso dell’apparecchio televisivo, introducendo un meccanismo per il calcolo dei consumi delle famiglie. La misura si inserisce in un percorso intrapreso dall’attuale governo Renzi volto alla semplificazione degli oneri burocratici, alla dematerializzazione e alla lotta all’evasione fiscale, che nel caso del Canone RAI è stimata intorno al 27% (circa 600 milioni di euro l’anno) su un 98% di famiglie che secondo le indagini di mercato possiede una TV.

=> Canone RAI su tablet e pc in azienda: chi deve pagare

Riducendo drasticamente la possibilità dievasione sarà possibile abbassare anche l’importo del canone legandolo al reddito e ai consumi delle famiglie. Il collegamento con il reddito familiare potrebbe essere realizzato inserendo nelle dichiarazioni IRPEF l’eventuale possesso di un apparecchio televisivo. Possibile anche che l’imposta venga parametrata in base ai consumi degli utenti e che una parte degli incassi derivanti dalla vendita dei biglietti della Lotteria Italia venga destinata al finanziamento della TV di Stato.

=> Canone RAI: confermata la legittimità

Iter

Perché le modifiche siano in vigore già dall’appuntamento 2015 con il Canone RAI, è necessario che il decreto venga approvato in Consiglio dei Ministri entro la prima parte di novembre per poi essere poi convertito in legge entro la fine del 2014. Nei prossimi giorni il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli incontrerà il premier Renzi per discutere sul progetto di revisione del Canone RAI.

domenica 5 ottobre 2014

Riforma Pensioni, anche i docenti ottengono l'anticipo della pensione

I lavoratori del comparto scuola che hanno fruito dei congedi e dei permessi nel 2011 potranno partecipare alla salvaguardia a condizione che maturino la decorrenza della pensione entro il 6 gennaio 2016.
Gli insegnanti e il personale Ata che nel 2011 hanno fruito dei congedi e/o dei permessi per assistere un familiare disabile ai sensi della legge 104/1992 potranno continuare a beneficiare delle previgenti regole pensionistiche a condizione che, secondo le vecchie regole di pensionamento, maturino i requisiti didecorrenza della prestazione entro il 6 gennaio 2016. E' quanto prevede il ddl 1558 approvato questa settimana dal Senato in via definitiva; la pubblicazione del testo in GU dovrebbe avvenire entro pochi giorni. Si tratta dell'unica misura che è passata in favore degli insegnanti e del personale Ata dopo la chiusura del governo - almeno sino ad oggi - alla soluzione della vicenda dei quota 96 della scuola.
Calcolatrice alla mano significa in pratica che chi ha raggiunto un diritto a pensione con la vecchia normativa (cioè ha perfezionato il quorum 97,3 con almeno 61 anni e 3 mesi di età ed un minimo di 35 di contributi, oppure 40 anni di contributi indipendentemente dall'età anagrafica) entro il 31 Dicembre 2014 (un anno prima rispetto al paletto del 6 gennaio 2016 perchè la vecchia normativa prevedeva l'applicazione di una finestra suppletiva annuale) potrà presentare domanda di ammissione alla salvaguardia.
Occhio poi alle scadenze per l'ammissione al beneficio. Gli insegnanti avranno 60 giorni di tempo dalla pubblicazione in GU del ddl 1558 per presentare domanda di ammissione alla salvaguardia con modalità che saranno presto rese note. Poi, verso fine Febbraio, gli interessati dovranno presentare al Miur la domanda di cessazione dal servizio subordinata all'inclusione nella graduatoria.
Se risulteranno nella graduatoria dei beneficiari (per profilo in parola ci sono 1800 posti disponibili) il collocamento in quiescenza potrà già arrivare dal prossimo 1° Settembre 2015 (a condizione però che entro tale data l'Inps avrà terminato la formazione della graduatoria). Buone notizie anche per labuonuscita: la prima tranche sarà pagata, nella maggior parte dei casi, decorsi 24 mesi dalla data di presentazione delle dimissioni senza ulteriori dilazioni.
I Quota 96 della scuola -  I lavoratori del comparto scuola che non hanno fruito nel 2011 dei permessi e/ dei congedi di cui alla legge 104/92 ma che hanno maturato un diritto a pensione entro la fine dell'anno scolastico 2011/2012 - sono circa 4mila in tutto e probabilmente anche meno - dovranno invece sperare che la legge di stabilità contenga una ulteriore deroga in loro favore.


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giovedì 2 ottobre 2014

5 ottobre 2014 Festa dei nonni

la Provincia di Milano apre la sede di Palazzo Isimbardi per le visite guidate.

Foto
In occasione della festa dei nonni 2014, Palazzo Isimbardi apre al pubblico i suoi tesori.
Visite guidate gratuite senza prenotazioni dalle ore 14.00 alle 18.00 (inizio dell'ultima visita).


Ingresso da corso Monforte 35 - Milano