giovedì 20 giugno 2019

COMUNE DI MILANO:SULLA FIGURA DEL GARANTE

I Garanti in Italia: una storia complessa Al momento dell’inizio di questo mandato, l’Italia non aveva ancora istituito la figura del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale e mancava una normativa chiara relativamente ai meccanismi di tutela dei diritti fondamentali delle persone ristrette e al ruolo e alle prerogative dei Garanti territoriali istituiti da molte regioni ed enti locali. Ricordiamo infatti che i primi Garanti dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale sono stati istituiti tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila per iniziativa spontanea e in qualche modo provocatoria di alcuni comuni e province italiani, di fronte alla mancata approvazione dei progetti di legge giacenti in Parlamento per l’istituzione di un Ombudsman o Difensore civico penitenziario. Varie proposte legislative avevano infatti tentato di allineare l’Italia a quanto già da tempo in vigore in quasi tutti i paesi europei; tra queste il disegno di legge d'iniziativa dei senatori Salvato, Manconi, Russo Spena e altri del gennaio 1999 – XIII legislatura e quello del 2001 a firma dell’allora deputato Giuliano Pisapia (poi unificato con quelli di iniziativa dei deputati Mazzoni, Finocchiaro e altri), non approvato alla fine della XIV legislatura. Col tempo molti altri enti locali hanno deciso di nominare un proprio Garante dei detenuti e le prime regioni hanno cominciato a varare normative ad hoc per introdurre la figura del Garante nel proprio ordinamento. La normativa nazionale ha però continuato a ignorare la figura del Garante fino al cosiddetto decreto Milleproroghe del 2009 (L. 27 febbraio 2009, n. 14) che all’articolo 12-bis ha introdotto una doppia modifica all’Ordinamento penitenziario per consentire ai «Garanti dei diritti dei detenuti comunque denominati» di effettuare colloqui con le persone ristrette in carcere (art. 18 O.P.) e a visitare senza autorizzazioni gli istituti penitenziari (art. 67 O.P.). Queste modifiche, introdotte con un decreto Milleproroghe che per definizione si occupa degli argomenti più vari, hanno rappresentato una sorta di presa d’atto dell’esistenza della figura del Garante territoriale ma non hanno del tutto colmato quel vuoto legislativo che impediva ai Garanti di svolgere in pieno e con serenità la propria azione. Le modifiche introdotte sono infatti risultate parziali e non del tutto adeguate: hanno riconosciuto l'esistenza dei Garanti territoriali ma non ne hanno definito con chiarezza poteri, ambiti di intervento e vincoli. Sono risultate inoltre suscettibili di interpretazioni diverse e anche fortemente limitative, come è successo alla sottoscritta relativamente alla possibilità di effettuare colloqui riservati ex art. 18 O.P.: per un paio d’anni nella casa circondariale di San Vittore la Direzione ha infatti vincolato la possibilità di effettuare tali colloqui alla comunicazione anticipata dei nominativi delle persone da incontrare, giustificando questa richiesta con la necessità di acquisire dall’Autorità giudiziaria le singole autorizzazioni al colloquio riservato, al pari di amici e parenti che si recano a fare visita ai loro congiunti detenuti. Anche l'equiparazione della figura dei Garanti locali a quella dei parlamentari o dei consiglieri regionali con la modifica dell’art. 67 O.P. non ha portato una definizione chiara del ruolo dei Garanti territoriali come autorità di monitoraggio e controllo sulle condizioni detentive. Sicuramente questa modifica normativa ha cancellato una spiacevole situazione che, prima del 2009, vedeva i Garanti locali costretti a chiedere alle Direzioni degli istituti penitenziari l'autorizzazione all'ingresso in carcere, esattamente come avviene per gli operatori volontari, con ovvie e pesanti conseguenze in termini di autonomia dall'Amministrazione penitenziaria e di libertà di azione o di denuncia. Ma anche in questo caso una reinterpretazione della norma da parte del DAP (cfr. circolare n. 3651/6101 del 7 novembre 2013) ha ridefinito a suo modo la ratio delle visite da parte di autorità esterne all’istituto carcerario: «Le visite di cui all'art. 67 costituiscono una delle molteplici espressioni della correlazione tra comunità intramuraria e società esterna, correlazione che la legge del 1975 non soltanto non vuole impedire, ma anzi intende variamente promuovere. E, dunque, le visite che una serie di persone qualificate vuoi per cariche istituzionali, vuoi per incarichi di natura giurisdizionale, religiosa o politica, sono abilitate ad effettuare senza aver necessità di fornirsi di autorizzazione, rientrano nella prospettiva generale della “partecipazione” della società esterna all'azione rieducativa. (...) Proprio perché anche le visite dei soggetti di cui all'art. 67 si iscrivono nella suddetta prospettiva generale appare evidente quale sia la finalità delle medesime: esse sono funzionali a quella coassunzione di responsabilità della società rispetto al carcere, ed in particolare sia con riguardo alla tutela del principio dell'umanità dello stato di detenzione a cui si correla il trattamento di sostegno degli imputati, sia rispetto alla finalità essenziale della pena detentiva, consistente nella "tendenza" alla rieducazione». Le visite effettuate dai Garanti vengono quindi collocate nel quadro della 4 Modifiche all’Ordinamento penitenziario introdotte dall’art.12-bis della Legge 27 febbraio 2009, n.14: art. 18: «I detenuti e gli internati sono ammessi ad avere colloqui e corrispondenza con i congiunti e con altre persone, nonché con il Garante dei diritti dei detenuti» art. 67: «Gli istituti penitenziari possono essere visitati senza autorizzazione da: a) il presidente del consiglio dei ministri e il presidente della corte costituzionale; b) i ministri, i giudici della corte costituzionale, i sottosegretari di stato, i membri del parlamento e i componenti del consiglio superiore della magistratura; c) il presidente della corte d’appello, il procuratore generale della repubblica presso la corte d’appello, il presidente del tribunale e il procuratore della repubblica presso il tribunale, il pretore, i magistrati di sorveglianza, nell’ambito delle rispettive giurisdizioni; ogni altro magistrato per l’esercizio delle sue funzioni; d) i consiglieri regionali e il commissario di governo per la regione, nell’ambito della loro circoscrizione; e) l’ordinario diocesano per l’esercizio del suo ministero; f) il prefetto e il questore della provincia e il medico provinciale; g) il direttore generale per gli istituti di prevenzione e di pena e i magistrati e i funzionari da lui delegati; h) gli ispettori generali dell’amministrazione penitenziaria; i) l’ispettore dei cappellani; i-bis) i Garanti dei diritti dei detenuti comunque denominati; l) gli ufficiali del corpo degli agenti di custodia» SULLA FIGURA DEL GARANTE partecipazione della società esterna all'azione rieducativa; e anche se nel capoverso successivo si fa riferimento anche al rispetto del principio dell'umanità dello stato di detenzione, non vi è alcun riconoscimento esplicito alla funzione di controllo che dovrebbe essere insita nella figura del Garante così come alla necessaria autonomia che dovrebbe essere riconosciuta alla sua azione. Riconoscimento che, ovviamente, non dovrebbe derivare da una circolare interna dell'Amministrazione penitenziaria, ma da un’auspicata ridefinizione legislativa di figura e compiti del Garante nazionale e dei Garanti locali. Altra conseguenza di questa mancanza di chiarezza è stata, e permane ancora, la difformità delle modalità di ingresso e delle possibilità di azione riconosciute ai Garanti all'interno dei singoli istituti penitenziari, frutto della discrezionalità con cui le Direzioni delle carceri possono applicare la scarsa normativa esistente. Il tipo di accompagnamento da parte di agenti o altri operatori penitenziari nelle visite all'interno degli istituti, la riservatezza degli scambi verbali con le persone recluse, le modalità di effettuazione dei colloqui, la possibilità di effettuare incontri di gruppo alla presenza o meno di personale di Polizia penitenziaria non sono regolate con chiarezza e cambiano da istituto a istituto e, spesso, anche da visita a visita all'interno degli stessi istituti. Insomma, le modifiche introdotte nel 2009 non sono intervenute minimamente sulla definizione del ruolo dei Garanti territoriali, sulle loro prerogative e sui loro limiti di azione, lasciando ancora come uniche fonti normative quelle derivanti dai regolamenti o dalle eventuali leggi regionali o modifiche statutarie degli enti locali che li hanno istituiti. Inoltre non sono entrate minimamente nel merito della possibile azione dei Garanti al di fuori degli istituti penitenziari. Ricordiamo infatti che il carcere non è l’unica forma di privazione della libertà di cui la figura del Garante dovrebbe occuparsi: tra le sue competenze rientrano infatti tutte le forme di privazione o limitazione della libertà personale da parte di autorità o di forze dell'ordine, dai fermi di polizia all’esecuzione penale esterna, alla detenzione amministrativa dei migranti, alla pratica dei TSO e all’uso della contenzione in ambito sanitario. 

martedì 18 giugno 2019

Costituzione in Basilicata di un Garante per i diritti delle persone con disabilità


“La Regione intende sostenere con convinzione l’istituzione del Garante regionale per i diritti delle persone con disabilità al fine di mettere chi affronta particolari problemi di salute nella condizione di potersi esprimere e partecipare attivamente al progresso della Basilicata e dell’intero Paese”.
L’assessore alla Salute e Politiche sociali, Rocco Leone, risponde così “alla richiesta ufficiale presentata nei giorni scorsi al presidente Bardi, ai componenti della Giunta e del Consiglio regionale dal presidente lucano del Comitato italiano paralimpico, Michele Saracino”.
“In coerenza con la nostra Costituzione e con tutti gli altri pilastri a tutela dei soggetti svantaggiati, tra cui la Convenzione delle Nazioni Unite dedicata a questa tematica, dobbiamo programmare le nostre politiche – ha concluso Leone – tenendo conto della dimensione multipla dell’accessibilità da garantire alle persone con disabilità, che non riguarda esclusivamente l’ambiente fisico ma anche la sfera culturale, economica e sociale”.
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N° 18 il 3 marzo 2009 è uno strumento internazionale frutto del confronto costante e del dialogo fra istituzioni e società civile e costituisce il punto di riferimento per il mondo della disabilità

giovedì 9 maggio 2019

Pensione, prelievo forzoso e taglio assegni: guida al calcolo

A giugno scattano gli adeguamenti sulle pensioni su due fronti: da un lato il taglio (pesante) su quelle alte, dall'altro il prelievo per le rivalutazioni

Giugno sarà un mese particolarmente caldo per i pensionati italiani: scatterà infatti il prelievo forzoso – o “contributo di solidarietà” – sugli assegni alti, e contestualmente il taglio degli altri assegni visto il blocco delle quote sulle rivalutazioni. Con l’approvazione della manovra il 30 dicembre del 2018, l’Inps nei primi mesi del 2019 ha infatti calcolato la rivalutazione piena per gli assegni. Poi da aprile è scattato l’adeguamento, ed ora i pensionati saranno chiamati a restituire quanto incassato in più in questi mesi. Dal prossimo mese, sul rateo, i pensionati troveranno dunque un altro prelievo per la quota della rivalutazione.
Per le pensioni superiori a 3 volte il minimo e inferiori a 4 la rivalutazione sarà del 97%, del 77% per gli importi tra 4 e 5 volte il minimo, del 52% tra 5 volte e 6 volte il minimo, del 47% oltre 6 volte, del 45 oltre 8 volte e solo del 40% oltre 9 volte il minimo.
Calcolo taglio pensioni d’oro: le istruzioni Inps per il calcolo
Per calcolare il tetto dei 100mila euro, sopra il quale scatta il taglio delle pensioni d’oro stabilito dalla manovra 2019, si rilevano tutti i trattamenti percepiti dalle gestioni Inps ma non gli eventuali assegni previdenziali versati da gestioni private: è una delle regole sottolineate nella circolare applicativa 62/2019 che stabilisce una decurtazione degli assegni pensionistici superiori a 100mila euro lordi con un meccanismo a scaglioni parametrato all’importo della pensione.

Ai fini del tetto su cui effettuare i calcoli valgono tutti i trattamenti liquidati dalle diverse gestioni Inps, ma la decurtazione si applica solo alle pensioni con almeno una quota retributiva. Dunque, le pensioni contributive pure restano escluse dal taglio.
Per i tagli, vanno considerati gli importi lordi della pensione: di seguito le aliquote.
  • 15% da 100mila a 130mila euro;
  • 25% da 130mila a 200mila euro;
  • 30% da 200mila a 350mila euro;
  • 35% da 350mila a 500mila euro;
  • 40% sopra i 500mila euro.
Attenzione: in base alla norma, la pensione diretta non può comunque scendere sotto i 100mila euro lordi.
Ci sono poi una serie di prestazioni di cui non si tiene conto (quindi, non valgono ai fini del superamento del tetto):
  • pensioni di invalidità a carico della gestione esclusiva, quali le pensioni di privilegio dipendenti da causa di servizio e le pensioni di inabilità ordinaria riconosciute a seguito di cessazione dal servizio per infermità non dipendente da causa di servizio (articoli 42, 52 e 219 dpr 1092/1973), inabilità assoluta e permanente a qualsiasi proficuo lavoro e inabilità alle mansioni (articolo 7, comma 1, lettere a, b, legge 379/1955), inabilità assoluta e permanente a qualsiasi attività lavorativa (articolo 2, comma 12, legge 335/1995);
  • trattamenti pensionistici per invalidità specifica riconosciuti a carico degli iscritti ai fondi sostitutivi;
  • assegno ordinario di invalidità e pensione di inabilità riconosciuti ai sensi della legge n. 222/1984;
  • pensioni indirette ai superstiti di assicurato e pensioni di reversibilità ai superstiti di pensionato;
  • pensioni a favore delle vittime del dovere o di azioni terroristiche di cui alla legge 13 agosto 1980, n. 466, e alla legge 3 agosto 2004, n. 206.
Il sito delle piccole-medie imprese pmi.it ha pubblicato alcuni esempi che consentono di applicare tutte le regole appena esposte: pensionato titolare di tre diversi trattamenti. Uno a carico del FPLD (lavoratori dipendenti) di importo pari a 70mila euro lordi annui, uno a carico della CTPS (dipendenti dello stato) pari a 50mila euro e infine un assegno della Gestione separata di importo pari a 20mila euro. La somma è pari a 140mila euro, tetto sul quale si calcolano le decurtazioni da applicare. Il calcolo: si applica l’aliquota del 15% alla quota di importo compresa tra 100mila e 130mila euro, ottenendo 4mila 499,99. Si applica poi l’aliquota del 25% alla parte fra i per la successiva 130mila e 140mila euro: risultato, 2mila499,99.
Quindi, si ottiene un importo di riduzione totale pari a 6mila 999,98, che però deve essere parametrato ai singoli trattamenti e applicato solo a quelli a carico del FPLD e della CTPS liquidati con una quota retributiva. Quindi, il risultato sarà il seguente: si riduce di 3mila 499 euro il trattamento pensionistico a carico del FPLD e di 2mila499 euro quello a carico della CTPS. Non si applica la quota di riduzione (pari a mille euro) alla parte in gestione separata, interamente calcolata con il contributivo.

martedì 7 maggio 2019

CONTRIBUTI AI CENTRI ANZIANI PER CHI E PER COSA?

Comune di
MILANO
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE N. 2136 DEL 16/12/2016
SETT. DIREZIONE POLITICHE SOCIALI
Numero proposta: 2562
OGGETTO: Concessione di contributi per attività continuativa 2016 alle Associazioni di Promozione
Sociale di Anziani, incaricate di gestire i Centri Socio Ricreativi Culturali sul territorio comunale.
Importo complessivo € 198.650,00. Immediatamente eseguibile.
L’Anno duemilasedici, il giorno sedici, del mese di dicembre, alle ore 10.35, nella sala giunta del palazzo
municipale si è riunita la Giunta Comunale.
Si dà atto che risultano presenti i seguenti n. 12 amministratori in carica:
NOMINATIVO CARICA PRESENTE
SALA GIUSEPPE SINDACO NO
SCAVUZZO ANNA VICE SINDACO SI
COCCO ROBERTA ASSESSORE SI
DEL CORNO FILIPPO RAFFAELE ASSESSORE SI
GRANELLI MARCO ASSESSORE SI
GUAINERI ROBERTA ASSESSORE SI
LIPPARINI LORENZO ASSESSORE SI
MAJORINO PIERFRANCESCO ASSESSORE SI
MARAN PIERFRANCESCO ASSESSORE SI
RABAIOTTI GABRIELE ASSESSORE SI
ROZZA MARIA CARMELA ASSESSORE SI
TAJANI CRISTINA ASSESSORE SI
TASCA ROBERTO ASSESSORE SI
Assume la presidenza il Vice Sindaco SCAVUZZO Anna
Partecipa il Segretario Generale FEDELI Simonetta
IL PRESIDENTE
Constatata la legalità della riunione, invita la Giunta a trattare l’argomento segnato in oggetto;
Vista la proposta dell’Assessore MAJORINO Pierfrancesco in allegato e ritenuto la stessa meritevole di
approvazione;
Dato atto che la medesima è corredata dei pareri previsti dall’art.49 del T.U. 18 agosto 2000, n. 267 nonché
del parere di legittimità del Segretario Generale previsto dall’art. 2 – comma 1 - del Regolamento sul sistema
dei controlli interni approvato con delibera CC n. 7 dell’11/02/2013;
Con votazione unanime
DELIBERA
Di approvare la proposta di deliberazione in oggetto;
data l'urgenza di dichiarare la presente deliberazione, con votazione unanime, immediatamente eseguibile ai
sensi dell'art. 134, 4 comma del T.U. 267/2000
La presente copia informatica, destinata unicamente alla pubblicazione sull'Albo Pretorio on Line, e' conforme al documento originale ai sensi del D.Lgs. n.
82/2005. Il corrispondente documento digitalmente firmato e' conservato negli Archivi del Comune di Milano.
Direzione Politiche Sociali
PROPOSTA DI DELIBERAZIONE
DI GIUNTA COMUNALE
OGGETTO: Concessione di contributi per attività continuativa 2016 alle Associazioni di
Promozione Sociale di Anziani, incaricate di gestire i Centri Socio Ricreativi Culturali sul territorio comunale. Importo complessivo € 198.650,00. Immediatamente eseguibile.
IL DIRETTORE
POLITICHE SOCIALI
Claudio Maurizio Minoia
f.to digitalmente
ASSESSORE
ALLE POLITICHE SOCIALI,
SALUTE E DIRITTI
Pierfrancesco Majorino
f.to digitalmente
La presente copia informatica, destinata unicamente alla pubblicazione sull'Albo Pretorio on Line, e' conforme al documento originale ai sensi del D.Lgs. n.
82/2005. Il corrispondente documento digitalmente firmato e' conservato negli Archivi del Comune di Milano.
2
LA GIUNTA COMUNALE
Premesso che
· nell’ambito della Legge 328 del 08/11/2000, “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”, che prevede il sostegno alle attività del Terzo Settore,
l’Amministrazione Comunale intende sostenere le iniziative di un certo rilievo dando pratica
attuazione al principio di sussidiarietà orizzontale;
· in coerenza a tale principio, i Centri Socio Ricreativi Culturali (CSRC) gestiti da Associazioni di
Promozione Sociale (APS) di anziani svolgono un’attività ad alto valore sociale, integrativa e
complementare a quella dell’Amministrazione Comunale sul territorio cittadino. I Centri (CSRC)
promuovono la partecipazione alle attività socializzanti e ricreative anche verso quei cittadini
meno abbienti che non potrebbero altrimenti fruire di queste opportunità, al fine di combattere
la solitudine e l’emarginazione delle periferie cittadine attraverso il coinvolgimento delle altre
realtà zonali;
· con deliberazione di Giunta Comunale n. 103/2015 sono state approvate le linee di indirizzo
per la costituzione della Rete dei CSRC della città di Milano, per la concessione dei locali alle Associazioni di Promozione Sociale di Anziani che li gestiscono per lo svolgimento di attività sociali, aggregative, culturali, ricreative ed è stato avviato un percorso per la realizzazione di un nuovo modello di funzionamento dei CSRC;
· in attuazione della deliberazione di Giunta Comunale n. 103/2015 sono state approvate le
convenzioni per la concessione gratuita degli spazi assegnati alle Associazioni che gestiscono i CSRC.
Premesso altresì che
· nelle nuove linee di governo della città “linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti da realizzare nel corso del mandato” approvate dal Consiglio Comunale con deliberazione n.27 del 07/07/2016 rientrano, quali obiettivi da raggiungere nel corso del mandato per ciò che attiene ai servizi sociali: “continuare a garantire a tutti l’accesso a educazione e servizi di qualità grazie ad un welfare di nuova generazione” e si affermano:
i principi di “protagonismo e partecipazione” finalizzati a mettere al centro dell’azione di
governo gli interessi, i bisogni e la voglia di fare dei cittadini milanesi. L’ascolto della città e
i processi di partecipazione saranno le priorità: istituzioni pubbliche, imprese private,
fondazioni, associazioni, terzo settore e nuove forme di cittadinanza attiva devono essere
messe nelle condizioni di cooperare insieme al raggiungimento di obiettivi comuni;
 l’attenzione alle periferie, al fine di rafforzare la nostra comunità e rendere sempre più
vivibili i nostri quartieri attraverso un potenziamento delle iniziative di socialità, sport,
cultura e spazi pubblici di qualità;
· il Programma operativo della rete dei servizi sociali (DUP) 2017 – 2019 approvato con
deliberazione di C.C. n.20 del 03/05/2016 considera il welfare milanese come un welfare forte del principio della promozione della persona e della cultura del riconoscimento dei diritti,intendendo proseguire nei processi di innovazione dei servizi, di costruzione delle alleanze in grande partecipazione e inclusione soprattutto in quei quartieri dove mancano condizioni di coesione sociale.
La presente copia informatica, destinata unicamente alla pubblicazione sull'Albo Pretorio on Line, e' conforme al documento originale ai sensi del D.Lgs. n. 82/2005. Il corrispondente documento digitalmente firmato e' conservato negli Archivi del Comune di Milano.
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Dato atto che
· l’attività svolta dalle suddette Associazioni è relativa a :
v servizi di supporto ai propri iscritti (informazione, conferenze specifiche su problematiche legate alla terza età, consulenze fiscali ed economiche)
v organizzazione di visite guidate, soggiorni climatici e potenziamento dei corsi, laboratori
artigianali e iniziative di sociali;
v attività di animazione, tornei di bocce, scacchi, carte, ballo;
v eventi ludico – ricreativi (es. Carnevale, Festa della donna, feste Natalizie, Capodanno,
Festival teatrale dei Centri Anziani, etc.);
v potenziamento delle attività sociali nell’ambito del Piano per la socialità e contro la
solitudine
· le risorse economiche delle Associazioni richiedenti provengono per lo più dalle quote
associative annuali versate dagli iscritti e risultano insufficienti a coprire tutte le spese per le
numerose attività culturali, ricreative e sportive organizzate dalle stesse a favore della
cittadinanza;
· le suddette 29 APS hanno presentato istanza di contributo per attività continuativa ai sensi del
vigente Regolamento dei contributi, presentando la documentazione prevista dal medesimo,
agli atti della Direzione Politiche Sociali;
· dall’esame delle istanze e della documentazione pervenuta ed alla luce delle disposizioni del
“Regolamento per la concessione di contributi a sostegno di Istituzioni, Associazioni, Società, Organizzazioni ed Entri Pubblici e Privati, adottato dal Consiglio Comunale nella seduta del 20.12.1990, emanato in esecuzione dell’art. 12 della legge 241/90”, la Direzione Politiche Sociali ha riscontrato la regolarità formale delle medesime, la coerenza con gli obiettivi perseguiti dall’Amministrazione Comunale e la rilevanza delle attività svolte in campo culturale,ricreativo e sportivo a favore della popolazione anziana;
· le Associazioni di Anziani rientrano tra gli Enti di promozione sociale indicati dall’art. 1 comma
1 del Regolamento per la concessione dei contributi e le iniziative realizzate rientrano tra
quelle indicate alla lettera a) del comma 1 dell’art. 2 del citato Regolamento;
· le stesse hanno dichiarato che, per la medesima iniziativa, non sono state effettuate richieste di contributo ad altri Enti pubblici e inoltre non hanno in corso contenziosi con il Comune di Milano come attestato da dichiarazione dell’Avvocatura Comunale agli atti della Direzione Politiche Sociali;
· è stata acquisita, agli atti della medesima Direzione, da parte del Settore Demanio e
Patrimonio attestazione circa l’inesistenza di morosità e la non occupazione di altri immobili
comunali, diversi da quelli occupati in virtù della concessione in uso, da parte delle
Associazioni richiedenti.
Considerato che
al fine di supportare le medesime nel perseguimento degli obiettivi statutari di Associazioni di
Promozione Sociale, l’Amministrazione Comunale intende concedere contributi per attività
continuativa 2016 a favore delle Associazioni di Promozione Sociale di Anziani, incaricate di
gestire i Centri Socio Ricreativi Culturali sul territorio comunale, un contributo unitario pari a €
6.850,00, per un importo complessivo di € 198.650,00 a carico del Cap. 3785.6.10 Esercizio 2016
d.d.n. 10120, finanziata con mezzi correnti di bilancio, come da attestazione rilasciata ai sensi
dell’art. 153, - 5° comma del D.Lgs n. 267/2000 di cui al D.Lgs. n. 118 del 23/06/2011 e s.m.i.
come da elenco allegato quale parte integrante.
La presente copia informatica, destinata unicamente alla pubblicazione sull'Albo Pretorio on Line, e' conforme al documento originale ai sensi del D.Lgs. n.
82/2005. Il corrispondente documento digitalmente firmato e' conservato negli Archivi del Comune di Milano.
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Dato atto altresì che
Le iniziative per le quali vengono assegnati i contributi, sono escluse dalle limitazioni previste
dall’art. 6 (comma 8) del D.L. n. 78/2010, in quanto direttamente legate, come precisato in
premessa, allo sviluppo di eventi socializzanti, rientranti nelle finalità istituzionali del Comune,
poiché trattasi di spese di interesse collettivo e generale, non previste fra le fattispecie indicate
dalla normativa e dagli orientamenti giuscontabili.
Precisato che
Si propone di dichiarare la presente deliberazione immediatamente eseguibile, ai sensi dell’art.
134 (IV comma) del D.Lgs. n. 267/2000, attesa la necessità di consentire tempestivamente alle
Associazioni richiedenti, la realizzazione di tutte quelle iniziative ricreative, sociali e sportive a
sostegno della popolazione anziana al fine di garantirne il benessere psicofisico.
Visti:
ü la Legge n. 328 del 08/11/2000;
ü gli artt. 48 , 49 e 134, comma 4 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
ü il D.P.R. 118/2000;
ü il D.L. 78/2010 convertito con modifiche in Legge n. 122/2010 e la Circolare del Comune di
Milano n. 10 del 13/05/2011;
ü la deliberazione di Consiglio Comunale n. 749 del 20.12.1990 di approvazione del
Regolamento per la concessione di contributi ed altre erogazioni economiche a favore di
soggetti pubblici e privati ai sensi dell’art. 12 della legge 241/90l’art. 12 della Legge 7
agosto 1990, n. 241;
ü gli artt. 1, comma 6, e 5, comma 1, della legge 08.11.2000, n. 328, “Legge quadro per la
realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”
ü il Piano di Zona (Piano di sviluppo del Welfare) della Città di Milano 2012 – 2014,
approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37 del 25/09/2014, le cui azioni
sono state confermate ed integrate con delibera del Consiglio Comunale n. 20 del
15/07/2015 anche per il triennio 2015 - 2017;
ü la deliberazione di Giunta Comunale n. 103 del 30/01/2015 avente ad oggetto “Linee di
indirizzo per la costituzione della Rete dei Centri Socio Ricreativi Culturali della città di
Milano e per la concessione dei locali alle Associazioni di Promozione Sociale di Anziani
per lo svolgimento di attività sociali, aggregative, culturali, ricreative”;
ü la deliberazione di Consiglio Comunale n. 20 del 03/05/2016 avente ad oggetto
“Documento unico di programmazione (DUP) e Bilancio di Previsione 2016 – 2018” ;
ü la deliberazione di Giunta Comunale n. 1076 del 27/05/2016 avente ad oggetto
“Approvazione del Piano degli Obiettivi 2016 – 2018 e del Piano Esecutivo di Gestione
2016 – 2018”;
ü la deliberazione di Consiglio Comunale n. 27 del 07/07/2016 avente ad oggetto “Linee
programmatiche relative alle azioni ed ai progetti da realizzare nel corso del mandato”;
ü la deliberazione di Consiglio Comunale n. 45 del 17/11/2016 avente ad oggetto
“Programmazione 2016 – 2018 – Variazione del Bilancio Finanziario ”;
ü i pareri di regolarità tecnica e di regolarità contabile espressi dai Dirigenti competenti, ai
sensi dell’art. 49 del D.Lgs. 18/08/2000 n. 267, allegati alla presente proposta di
deliberazione quale parte integrante;
ü il parere di legittimità espresso dal Segretario Generale che si allega alla presente
proposta di deliberazione quale parte integrante.
La presente copia informatica, destinata unicamente alla pubblicazione sull'Albo Pretorio on Line, e' conforme al documento originale ai sensi del D.Lgs. n.
82/2005. Il corrispondente documento digitalmente firmato e' conservato negli Archivi del Comune di Milano.
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D E L I B E R A
1. di concedere, per le motivazioni di cui in premessa, contributi per attività continuativa  2016 alle 29 Associazioni di Promozione Sociale di Anziani incaricate di gestire i Centri Socio Ricreativi Culturali sul territorio comunale di cui all’allegato elenco, parte integrante del presente provvedimento, per un importo complessivo di € 198.650,00;
2. di assegnare la spesa complessiva prevista di € 198.650,00 per l’anno 2016 che trova
capienza al Cap. 3785.6.10 del Bilancio 2016, d.d. n. 10120, finanziata con mezzi correnti
di bilancio, come da attestazione rilasciata ai sensi dell’art. 153, - 5° comma del D.Lgs n.
267/2000 di cui al D.Lgs. n. 118 del 23/06/2011 e s.m.i.;
3. di dare atto che la spesa non rientra nelle limitazioni previste dagli artt. 6 e 8 del D.L.
78/2010, Convertito in Legge n. 122/2010, in quanto non prevista tra le fattispecie indicate
dalla normativa e dagli orientamenti giuscontabili;
4. di dare atto che i beneficiari del contributo in oggetto essendo tutte Associazioni di
Promozione Sociale rientrano tra i soggetti esonerati dal rispetto dell’art. 6, comma 2, del
decreto legge 31 maggio 2010 , n. 78 convertito, con modificazioni, in legge 30 luglio 2010,
n. 122, in quanto riferibili agli enti previsti nominativamente dal decreto legislativo n. 300
del 1999 e dal decreto legislativo n. 165 del 2001;
5. di dare atto che le relative dichiarazioni di esonero sono in fase di acquisizione da parte
della Direzione Politiche Sociali e verranno allegate alla Determinazione di liquidazione dei
contributi;
6. di dare atto che il Dirigente competente provvederà alla liquidazione dei contributi concessi con Determina Dirigenziale, previa acquisizione della idonea documentazione nel rispetto del Regolamento per la Concessione di Contributi;
7. di dare atto che le Associazioni beneficiarie del contributo verranno inserite nell’albo di cui all’art. 1 del D.P.R. n. 118 del 07.04.2000;
8. di dichiarare il presente provvedimento immediatamente eseguibile.
Firmato digitalmente da minoia claudio maurizio, majorino pierfrancesco
La presente copia informatica, destinata unicamente alla pubblicazione sull'Albo Pretorio on Line, e' conforme al documento originale ai sensi del D.Lgs. n.
82/2005. Il corrispondente documento digitalmente firmato e' conservato negli Archivi del Comune di Milano.
ASSOCIAZIONE INDIRIZZO
CODICE FISCALE
PARTITA IVA
IMPORTO
CONTRIBUTO
"Villa Finzi" Via S. Elembardo, 4 97156010155 € 6.850,00
"Villa San Giovanni" Via Sant'Uguzzone, 24 97087960155 € 6.850,00
"Cascina S. Paolo" Via Trasimeno, 41 97398840153 € 6.850,00
"Sorriso" Via Crescenzago, 56 97158540159 € 6.850,00
"Zante" Via Zante, 36 97153980152 € 6.850,00
"Acquabella" Via D.C. S. Martino,10 97155200153 € 6.850,00
"Tulipano" Via P. Calvi, 31 97291430151 € 6.850,00
" Mazzini" Via Mompiani, 5 97449370150 € 6.850,00
"Cascina Ronchettino" Via Saponaro, 34 97155240159 € 6.850,00
"Ritrovo15" Via De Andre', 9 97259100150 € 6.850,00
"Astronave" Via Boffalora, 116 97201070154 € 6.850,00
" Anziani3° Età " Via dei Narcisi, 3 97155210152 € 6.850,00
"Osteno" Via Osteno, 2/a 97155190156 € 6.850,00
" Il Giardino" Via Stratico, 5 97155250158 € 6.850,00
"Carlo Poma" Via Caio Mario. 18 8222820964 € 6.850,00
" Il Monastero" Via A. da Baggio, 54 97414180154 € 6.850,00
" La Porta del Cuore" Via Appennini,147/a e n°94 97481790158 € 6.850,00
"Aldini" Via Aldini, 72 97156050151 € 6.850,00
"Pascarella" Via Satta, 23 97499600159 € 6.850,00
"Sempreverdi" Via Val di Bondo, 13 97155140151 € 6.850,00
"Villa Taverna" Via C. Brivio, 4 97155230150 € 6.850,00
"Cassina Anna" Via S. Arnaldo, 17 97155150150 € 6.850,00
" Grivola" Via Grivola, 10 97257690152 € 6.850,00
"Polo Santa Monica" Via Santa Monica, 4 97490760150 € 6.850,00
"Monte Grappa" Viale Monte Grappa, 8/a 97500620154 € 6.850,00
"Ercole Ratti" Via Cenisio, 4 97156040152 € 6.850,00
"Sammartini" Via Sammartini, 71/73 97401370156 € 6.850,00
"Nuovo Polo Mozart" C.so di Porta Vigentina, 15 97494030154 € 6.850,00
"Ricordi" Via Boscovich, 42 97155170158 € 6.850,00
TOTALE € 198.650,00
Il Direttore Politiche Sociali
Claudio Maurizio Minoia
(firmato digitalmente)
ASSOCIAZIONI BENEFICIARIE
Allegato alla proposta di deliberazione n. 2562/2016 composto da n.1 pagina, avente ad oggetto:
Concessione di contributi per attività continuativa alle Associazioni di Promozione Sociale di Anziani,
incaricate di gestire i Centri Socio Ricreativi Culturali sul territorio comunale - Anno 2016 - Importo
complessivo € 198.650,00. Immediatamente eseguibile
La presente copia informatica, destinata unicamente alla pubblicazione sull'Albo Pretorio on Line, e' conforme al documento originale ai sensi del D.Lgs. n.
82/2005. Il corrispondente documento digitalmente firmato e' conservato negli Archivi del Comune di Milano.
FOGLIO PARERI RELATIVO ALLA PROPOSTA DI DELIBERAZIONE AVENTE IL SEGUENTE OGGETTO:
Concessione di contributi per attività continuativa 2016 alle Associazioni di Promozione
Sociale di Anziani, incaricate di gestire i Centri Socio Ricreativi Culturali sul territorio
comunale. Importo complessivo € 198.650,00. Immediatamente eseguibile.
Numero progressivo informatico: 2562/2016
PARERE DI REGOLARITÀ’ TECNICA
ai sensi dell’art. 49 del D.Lgs. n. 267/2000
FAVOREVOLE
IL DIRETTORE POLITICHE SOCIALI
………………………………………..
#firmadigitale;0,16 #
Firmato digitalmente da minoia claudio maurizio in data 15/12/2016
La presente copia informatica, destinata unicamente alla pubblicazione sull'Albo Pretorio on Line, e' conforme al documento originale ai sensi del D.Lgs. n.
82/2005. Il corrispondente documento digitalmente firmato e' conservato negli Archivi del Comune di Milano.
FOGLIO PARERI RELATIVO ALLA PROPOSTA DI DELIBERAZIONE AVENTE IL SEGUENTE
OGGETTO: Concessione di contributi per attività continuativa 2016 alle Associazioni di Promozione
Sociale di Anziani, incaricate di gestire i Centri Socio Ricreativi Culturali sul territorio comunale.
Importo complessivo € 198.650,00. Immediatamente eseguibile.
Numero progressivo informatico: 2562
Direzione Bilancio ed Entrate
PARERE DI REGOLARITA’ CONTABILE
ai sensi dell’art. 49 del T.U. n. 267/2000
Favorevole
IL RESPONSABILE DI RAGIONERIA
Firmato digitalmente da FORNO BRUNA in data 15/12/2016
La presente copia informatica, destinata unicamente alla pubblicazione sull'Albo Pretorio on Line, e' conforme al documento originale ai sensi del D.Lgs. n.
82/2005. Il corrispondente documento digitalmente firmato e' conservato negli Archivi del Comune di Milano.
Comune di MILANO
SEGRETERIA GENERALE
Oggetto: Concessione di contributi per attività continuativa 2016 alle Associazioni di
Promozione Sociale di Anziani, incaricate di gestire i Centri Socio Ricreativi Culturali
sul territorio comunale. Importo complessivo € 198.650,00. Immediatamente
eseguibile.
2562/2016
IL SEGRETARIO GENERALE
Vista la proposta di deliberazione indicata in oggetto;
Visto il parere di regolarità tecnica favorevole espresso sulla proposta di
deliberazione in oggetto dal Direttore Politiche Sociali, da ritenersi assorbente della
regolarità istruttoria, dei passaggi procedimentali e della documentazione
propedeutici alla proposta medesima, della regolarità e legittimità amministrativa;
Visto il parere di regolarità contabile espresso dal Ragioniere Generale;
Esprime
PARERE DI LEGITTIMITA’ FAVOREVOLE
nell’intesa che l’erogazione dei contributi avvenga, previa acquisizione della idonea
documentazione da parte del Direttore Politiche Sociali, nel rispetto di quanto
previsto dal “Regolamento per la concessione di contributi ed altre erogazioni
economiche a favore di soggetti pubblici e privati ai sensi dell’art 12 della legge n.
241/90 “, garantendo al massimo il pareggio di bilancio di ogni associazione
beneficiaria e comunque in misura non superiore, per ciascuna associazione,
all’importo indicato nel prospetto allegato parte integrante alla proposta di
deliberazione.
IL SEGRETARIO GENERALE
Dott.ssa Simonetta Fedeli
Firmato digitalmente da FEDELI SIMONETTA in data 16/12/2016
La presente copia informatica, destinata unicamente alla pubblicazione sull'Albo Pretorio on Line, e' conforme al documento originale ai sensi del D.Lgs. n.
82/2005. Il corrispondente documento digitalmente firmato e' conservato negli Archivi del Comune di Milano.
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA MUNICIPALE N. _2136_ DEL 16/12/2016
Letto approvato e sottoscritto
IL Vice Sindaco
Anna Scavuzzo
Firmato digitalmente
IL Segretario Generale
Simonetta FEDELI
Firmato digitalmente
________________________________________________________________________________________
Copia della presente deliberazione, verrà affissa in pubblicazione all’Albo Pretorio ai
sensi dell’art. 124, comma 1, del D.Lgs.267/2000 e vi resterà per 15 giorni consecutivi.
In pari data verrà trasmessa comunicazione, ai sensi dell’art. 125 D.Lgs. 267/2000 ai
signori Capigruppo Consiliari.
IL Segretario Generale
Simonetta FEDELI

Firmato digitalmente