domenica 17 settembre 2017

Torneo di Burracoa coppia alla bocciofila di via Morgagni







Il burraco è un gioco di carte della famiglia della pinnacola di cui si troverebbero le origini in Italia nella metà degli anni quaranta. Si gioca con due mazzi di carte francesi, comprensivi dei quattro jolly, i quattro giocatori si affrontano in due coppie. Altre versioni dipendono dal numero dei giocatori: è possibile giocare singolarmente, a squadre ed esiste una variante del gioco con tre giocatori.

Sulla locandina in bacheca è scritto: " La premiazione dei vincitori avverrà il 24 settembre 2017..

Ci sarà anche una esposizione di quadri,libri,oggetti d’antiquariato.

La cittadinanza della zona è invitata ad assistere alle gare e alla premiazione .

Seguirà un rinfresco “

ALCUNI SCATTI



 
 
 

 
 
 
 













giovedì 14 settembre 2017

23 settembre-Festa di inaugurazione del Giardino Condiviso San Faustino


RICEVIAMO E VOLENTIERI DIFFONDIAMO 
Care cittadine, cari cittadini,
 
Con piacere vi invitiamo a partecipare alla grande festa di inaugurazione del Giardino Condiviso San Faustino. 
Un'area di 17.900 mq, inutilizzata da anni all'Ortica, che ora verrà restituita ai cittadini grazie al coinvolgimento delle prime cinque associazioni - SOS Randagi, il Melograno, Cascina Biblioteca, SPI CGIL e Green Island - che se ne prenderanno cura, con il supporto del Municipio 3, aprendola al quartiere.
 
Sabato 23 settembre dalle 9 del mattino al tramonto si potrà prendere parte a giochi e attività didattiche, lezioni di dog-training, gare amichevoli di sport integrato, workshop su casette per uccelli e apicoltura urbana, degustazioni di miele e piccoli concerti in acustico. In allegato il ricco programma della giornata.
 
Alle 17.30 in particolare brinderemo tutti insieme - associazioni, cittadini e rappresentanti del Municipio 3 - per festeggiare la nascita di questo nuovo spazio restituito alla città.
 
Ricordiamo a chi fosse interessato a collaborare alle attività, a proporre nuovi progetti o a candidarsi come assegnatario di una porzione dell’area che l’avviso pubblico per manifestare interesse a partecipare al progetto rimane aperto e disponibile a questo link sul sito del Municipio 3. 
 
Vi aspettiamo numerosi!
 
Caterina Antola
Presidente Municipio 3
 Antonella Bruzzese
Assessore a Urbanistica ed edilizia, spazio pubblico e arredo urbano, verde e ambiente, mobilità locale Municipio 3
 Dario Monzio Compagnoni
Presidente Commissione Territorio

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mercoledì 13 settembre 2017

LETTERA APERTA DI UNA CITTADINA MILANESE

RICEVIAMO E VOLENTIERI DIFFONDIAMO
Milano 13 settembre 2017


Oggi, passando alle ore 16 da piazza Duomo,ho avuto la sorpresa di trovare la galleria transennata e presidiata dai vigili urbani per impedire alle persone di entrarvi.
Alla mia richiesta di chiarimenti mi è stato risposto dalle forze dell’ordine che, in concomitanza con i 150 anni di fondazione della galleria ,Carlo Cracco vi avrebbe in serata inaugurato il suo nuovo ristorante, ragione per cui….
Mi chiedo se sia legittima da parte del Comune di Milano la concessione dell’intera galleria  ad un trattore,sia pure ormai famoso come intrattenitore televisivo o testimonial delle patatine San Carlo o di bagni e cucine Scavolini , o se ciò non sia un insulto alla Cultura, all’Intelligenza, al Buonsenso dei Milanesi.
Una cittadina di Milano

lunedì 11 settembre 2017

:TAGLIATI TRE PINI -ACCADE IN UN CONDOMINIO DI CREMENO



Abbattere un albero senza permesso che cosa succede?
Ma cosa succede se si taglia un albero senza la dovuta autorizzazione? Come premesso, sono previste sanzioni fino a 498 euro per ogni pianta abbattuta senza permesso. In più vi è l’obbligo di sostituire l’albero e ogni ufficio del Verde può pretendere richieste particolari.

Per esempio, un cittadino di Parma che ha abbattuto (nella sua proprietà privata) due alberi dal tronco di 135 e 180 cm, non solo ha dovuto sostenere una multa di circa 350 euro ma ha dovuto provvedere alla messa a dimora di 32 nuovi alberi nell’area in cui sono state tagliate le due prime piante.

Chiunque può segnalare un abuso. Qualsiasi cittadino può denunciare chi esegue un abbattimento senza permesso



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giovedì 7 settembre 2017

Bollette, attenti alla truffa del Pod: come funziona

Basta fornire i dati del POD e del PDR per cadere nella truffa della bolletta elettrica e del gas


Una nuova truffa rischia di mietere nuove vittime tra gli italiani, spesso anziani, che in buona fede o per distrazione non prestano molta attenzione e si ritrovano abbonati a sorpresa a nuovi servizi di energia elettrica e gas senza mai averne fatto richiesta.
Si tratta della cosidetta “truffa del POD”, con inconsapevoli utenti che vengono raggirati per telefono o addirittura sul pianerottolo di casa, allettati dall’ipotesi di poter risparmiare sulle bollette: ecco come funziona la truffa e come fare per evitare brutte sorprese.
COME FUNZIONA – POD e PDR sono rispettivamente i codici identificativi dell’utenza di luce o gas, solitamente riportati nella parte superiore della bolletta. Insieme ai dati personali dell’utente, sono proprio questi codici a consentire ai truffatori di intestare sul filo della legge al cittadino ignaro nuove tipologie di contratto o, addirittura, a permettere il cambio di gestore. Approfittando della buona fede degli utenti meno accorti, i malfattori tenteranno quindi di carpire questi dati per truffarli. Come? Ci sono due modi: al telefono, attraverso un call center, o letteralmente sul pianerottolo di casa.
AL TELEFONO –  La vittima prescelta del raggiro viene contattata telefonicamente da un call center che, a nome di un generico “principale gestore italiano di luce (o gas)”, ha bisogno di un chiarimento sui dati dell’utente e sui suoi codici identificativi. Il motivo? L’utente, sempre secondo l’addetto al call center, “paga troppo”. Da qui la richiesta: “Se mi fornisce il codice facciamo un controllo, rimettiamo a posto le cose e le applichiamo una tariffazione più conveniente”. Inutile dire che si tratta di un falso e che la generica “azienda” sta solo tentando di fregare il povero malcapitato. Cosa fare quindi? Semplicemente evitare sempre di fornire dati sensibili e codici utente, salutare e attaccare subito il telefono. L’azienda fornitrice delle utenze, infatti, è già al corrente di questi dati e non chiamerà mai per chiederveli nuovamente. Ma non basta. In certi casi infatti, soprattutto quando le telefonate sono fin troppo numerose, è bene avvertire dell’accaduto la società di luce o gas, che provvederà a segnalare gli episodi alle autorità competenti.
SULLA PORTA DI CASA – Solitamente giovani, ben curati, sorridenti e dotati di una buona parlantina. A chi non è mai capitato di ricevere una visita da parte di ragazzi (maschi in maggioranza) che, con modi garbati e tanta gentilezza, si presentano come ‘addetti’ o ‘operatori’ dell’azienda del gas o della luce? Magari anche dotati di cartellino di riconoscimento che tuttavia, guarda caso, non corrisponde quasi mai alla società che viene menzionata alla presentazione. Ebbene, come dietro alla cornetta telefonica, così anche dietro un sorriso può nascondersi un pericolo. La tecnica è la stessa del call center: chiedere di vedere l’ultima bolletta dell’energia o del gas per capire se l’importo sia anomalo e se, in alcuni casi, sia presente sulla fattura un codice non meglio specificato, indice che l’utente ancora una volta sta pagando troppo. Una rapida occhiata e il gioco è fatto.
COME DIFENDERSI– È solo necessario non consegnare mai la bolletta con allegati codice POD o PDR a chi abbiamo davanti né tantomeno firmare qualsivoglia documento anche se al momento può sembrare incredibilmente vantaggioso: basta pochissimo infatti perché si caschi in un vortice di contratti non richiesti, stipulati con gestori mai contattati, dal quale è poi difficilissimo uscire. Almeno senza pagare penali.
In collaborazione con Adnkronos

sabato 2 settembre 2017

Lo storico "Cafè Garibaldi" riaprirà i battenti d...

Il Caffè Garibaldi,dopo un lungo periodo di declino,torna alle origini con
la riapertura delle  sale destinate a dibattiti e convegni, una libreria ... reading, danza, degustazioni di cibi e vini, incontri con produttori e tanto altro ancora.

NUOVA GESTIONE DAL 2018


San Fele24ore: Lo storico "Cafè Garibaldi" riaprirà i battenti d...: Il C affè Garibaldi, dopo  un lungo periodo  di  declino , torna alle origini con la  riapertura  delle  sale destinate a  dibattiti  e co...

giovedì 24 agosto 2017

STORIA DI SAN FELE. Riscoprire la storia per aprirsi ad un nuovo presente e un nuovo futuro

FOCUS  BY EMAIL  scrivere a anzianiinpiazza@libero.it


San Fele è un comune di circa 3.500 abitanti della provincia di Potenza. È situato nella parte Nord-Occidentale della Basilicata e fa parte della Comunità Montana del Vulture. È un comune prettamente rurale. Ricordato per la nascita di San Giustino de Jacobis e per la presenza di uno dei maggiori santuari lucani: Santa Maria di Pierno. Come tutti i paesi del Mezzogiorno, San Fele ha subito una forte emigrazione, che si può suddividere in due fasi. La prima quella che va dalla seconda metà del XIX secolo al Primo Dopoguerra. In questa circostanza le mete erano oltre oceano, ossia l’America (in particolare Brasile, Argentina, Stati Uniti e Canada)La seconda invece va dal Secondo Dopoguerra fino al giorno d’oggi. Nei primi decenni, cioè quelli del Boom Economico, le famiglie si trasferirono soprattutto verso Svizzera (in particolare nei dintorni di Lucerna e Zurigo) Germania, Belgio e Nord-Italia (in particolare Piemonte, Lombardia e Toscana). L’emigrazione degli ultimi anni è costituita da giovani che raggiungono le più importanti città italiane (in particolare Torino, Milano, Firenze, e Roma)Storia del paese
Nel lontano 1139, il paese divenne una Baronia ed ebbe il suo stemma: uno scudo sannitico su cui sono disegnati tre monti.
Il territorio del comune di San Fele, in epoche lontane, prima che vi fossero costruiti il castello (969 d.C) e le abitazioni (1036 – 1037 d.C) fu abitato dagli Ausoni, un popolo che si pensa provenisse dall’Asia.
LEGGI TUTTO
Link : https://archivioiuniscuola.blogspot.it/2017/08/storia-di-san-fele.html


lunedì 24 luglio 2017

Lettera del Fisco: cosa fare quando arriva

Missive del Fisco ai contribuenti su anomalie nel 730 o UNICO: come leggere le notifiche e come mettersi in regola o confutare gli errori riscontrati

Si chiama “L’Agenzia ti scrive: lettera di invito a regolarizzare possibili errori” l’ultima guida dell’Agenzia delle Entrate pensata per aiutare i contribuenti a capire come muoversi nel momento in cui si riceve una lettera di compliance dal Fisco che invita a verificare la dichiarazione dei redditi presentata.
Un utile vademecum per capire anche come regolarizzare la propria posizione in maniera agevolata. La guida fornisce infatti degli esempi pratici e illustra passo dopo passo come fare.

=> Precompilata, i controlli fiscali su ex UNICO e 730 

Le anomalie in dichiarazione

La guida è stata pensata a fronte delle missive che l’Agenzia delle Entrate sta inviando in questo periodo, con riferimento agli errori commessi nella dichiarazione UNICO Persone Fisiche o modello 730 presentate nel 2014, per il periodo d’imposta 2013. L’iniziativa rientra nella nuova strategia dell’Agenzia delle Entrate orientata al dialogo con i contribuenti, che incentiva l’adempimento spontaneo degli obblighi tributari.

Cosa dice la lettera

Le lettere dell’Agenzia delle Entrate perseguono proprio questo obiettivo, invitando i contribuenti che sembrano non avere compilato correttamente la dichiarazione dei redditi alla verifica delle anomalie rilevate e quindi a metterti in regola mettersi in regola, o a fornire elementi idonei a giustificarle.
Le lettere arrivano per posta ordinaria o, se è stata esercitata questa opzione, per posta elettronica certificata (PEC), o ancora nella sezione “L’Agenzia scrive” del Cassetto Fiscale, se il destinatario è registrato ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

=> Il Fisco 2.0 rivoluziona i controlli

Come fare i controlli

Nell’eventualità in cui si riceva una di queste lettere, la prima cosa da fare è andare a consultare il dettaglio delle anomalie riscontrate nella dichiarazione dei redditi e verificare che i rilievi fatti siano corretti. In caso si abbiano dei dubbi, è possibile richiedere ulteriori informazioni sul contenuto della lettera contattando il Centro di assistenza multicanale dell’Agenzia al numero 848.800.444 da telefono fisso o allo 06.96668907 da cellulare, selezionando l’opzione “Servizi con operatore => Comunicazione direzione centrale accertamento”, oppure recandosi presso la direzione provinciale di competenza o uno degli uffici territoriali.

Come mettersi in regola

Nel caso in cui si rilevi la correttezza dei rilievi delle Entrate, è dunque consigliabile mettersi in regola presentando una dichiarazione integrativa e versando le maggiori imposte dovute, gli interessi e le sanzioni in misura ridotta. Possono essere calcolati agevolmente con il software messo a disposizione sul sito delle Entrate nella pagina dedicata alla “Compliance per i cittadini”. Per la predisposizione e l’invio della dichiarazione integrativa è invece possibile avvalersi della nuova proceduradisponibile nella sezione “L’Agenzia scrive – Invito alla Compliance” del Cassetto fiscale.

Come controbattere

Diversamente, se si ritiene che i conti effettuati dal Fisco non siano corretti, bisogna far pervenire alle Entrate, anche mediante intermediario abilitato, tutti i fatti, gli elementi e le circostanze non conosciute dal Fisco.
Le Entrate rendono infine noti gli errori più frequenti da evitare nella compilazione della dichiarazione dei redditi per non avere problemi con il Fisco.

giovedì 20 luglio 2017

Debiti fiscali: quali sono i beni impignorabili

Dopo le procedure cautelari (fermo e ipoteca), il pignoramento è il primo atto esecutivo che l’ente di riscossione (come la nuova Agenzia delle Entrate – Riscossione) avvia previa comunicazione, con l’obiettivo di vincolare determinati beni del debitore al soddisfacimento del diritto del creditore. Scatta nel caso in cui, dopo 60 giorni (120 per debiti fino a 1000 euro), non si paghi o rateizzi la cartella esattoriale legittimamente notificata, a meno che non ci sia un provvedimento di sospensione o annullamento del debito. Esistono tuttavia dei limiti alla pignorabilità dei beni dei debitori nei confronti dell’Erario. Facciamo una panoramica completa sui beni che il Fisco non può pignorare dal sito delle piccole-media imprese pmi.it.
IMMOBILI – Limiti importanti esistono per quanto concerne le proprietà immobiliari:
  • impignorabili per debiti inferiori a 20mila euro;
  • prima dell’ipoteca, è necessario un preavviso di almeno 30 giorni;
  • prima del pignoramento è necessario iscrivere l’ipoteca e attendere 6 mesi;
  • non si può pignorare la casa se il debito complessivo è inferiore a 120mila euro e la somma degli immobili di proprietà è inferiore a tale soglia;
  • non si può mai pignorare la casa – anche se il debito supera i 120mila euro – se si tratta dell’unico immobile di proprietà del debitore (anche per quote), a patto che si tratti di un immobile di residenza, accatastato a civile abitazione e non di lusso (ossia non A/8 e A/9).
Il pignoramento immobiliare nel privato è invece consentito per qualsiasi cifra e a discrezione del creditore.
STIPENDIO E PENSIONE – Per quanto concerne il limite al pignoramento di stipendi e pensioni:
  • in banca non possono essere pignorati l’ultimo stipendio o l’ultima pensione accreditati;
  • sia che lo stipendio sia pignorato presso il datore di lavoro o ente di previdenza, o che il pignoramento avvenga in banca, non può eccedere la quota di un quinto;
  • per la pensione pignorata presso l’ente di previdenza, il quinto pignorabile va calcolato al netto del minimo vitale pari a 1,5 volte l’assegno sociale (672,10 euro).
  • in banca non possono essere pignorati i risparmi accreditati prima del pignoramento fino a 1.344,21 euro, il pignoramento si estende solo alla parte eccedente tale soglia.
BENI IMPIGNORABILI – Tra i beni impignorabili rientrano, a meno che non abbiano un significativo pregio artistico o di antiquariato: letti, tavoli da pranzo con le relative sedie, armadi guardaroba, cassettoni, frigoriferi, stufe, fornelli di cucina anche se a gas o elettrici, lavatrici, utensili. Beni ritenuti indispensabili al debitore e alle persone della sua famiglia conviventi. Impignorabili anche le polizze vita, da parte di qualsiasi creditore (privato o Fisco). Il fermo auto, invece, non è legittimo solo se il veicolo è funzionale all’attività di lavoro e il contribuente è un imprenditore o un professionista.
PROPRIETA’ E PATRIMONI COINTESTATI – Sono pignorabili i beni cointestati, ma fino al limite del 50%. In caso di proprietà immobiliare, il Fisco sottopone ad esecuzione forzata solo il 50% di proprietà se questa è divisibile, altrimenti il bene viene venduto per intero e una metà del ricavato viene restituita al contitolare non debitore.



sabato 17 giugno 2017

La Cassazione dice che l'eccesso di lavoro può essere concausa di morte

Radiologo defunto nel 1998, Asp Enna condannata a risarcire gli eredi

   . (askanews) – L’eccesso di lavoro può essere considerato una concausa di morte, e in tal caso il datore di lavoro dovrà risarcire. A stabilirlo è stata la Corte di Cassazione, in una sentenza con la quale ha accolto il ricorso presentati da moglie e figlia di un radiologo che, in provincia di Enna, è deceduto per una cardiopatia nel 1998, come scrive il quotidiano “La Sicilia”.
“L’imprenditore – si legge nella sentenza – è tenuto a adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”.
Il radiologo era in forze presso un ospedale dell’Azienda sanitaria provinciale di Enna e secondo quanto sostenuto dai famigliari, e ora riconosciuto dalla Cassazione, le condizioni nelle quali era chiamato a svolgere la sua professione erano “disagiate” e di “superlavoro”, tanto da farle considerare come una concausa del decesso dalla Suprema Corte, che ha reputato anche “irrilevante che il dipendente non si sia lamentato”.
La Cassazione è giunta a tali conclusioni considerando il gran numero di esami effettuati dallo staff di radiologia del quale il defunto faceva parte, nonché la turnazione caratterizzata da un eccesso di “pronta disponibilità” sia diurna, sia notturna.
Perciò, i giudici hanno ritenuto che “un’eventuale predisposizione costituzionale del soggetto… non possa elidere l’incidenza concausale, anche soltanto ingravescente, dei nocivi fattori esterni individuabili in un supermenage fisico e psichico, quale quello documento in atti”.
La Cassazione ha quindi in pratica ribaltato quanto stabilito dalla Corte d’Appello (mentre in primo grado gli eredi avevano avuto sentenza favorevole) passando così in giudicato la condanna al giusto indennizzo da parte dell’Azienda sanitaria provinciale.


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  • SENTENZA
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venerdì 16 giugno 2017

Conguagli IRPEF e rimborsi IMU

IRPEF rimborsata subito a dipendenti e pensionati, entro gennaio 2018 se oltre i 4mila euro, possibile la compensazione con IMU e TASI: come funzionano i rimborsi fiscali.


Il rimborso IRPEF da 730 per dipendenti e pensionati arriva con le buste paga o il cedolino pensione di luglio e agosto, nell’arco di quattro mesi per chi non ha un sostituto d’imposta o nel caso in cui l’Agenzia delle Entrate debba effettuare controlli preventivi (ad esempio, quando il rimborso fiscale supera i 4mila euro). In alternativa, è possibile utilizzare le somme in compensazione per pagare IMU e TASI o altre imposte. Nel caso in cui il contribuente abbia invece pagato in eccesso le tasse sugli immobili IMU e TASI, dovrà chiedere il rimborso entro cinque anni. Vediamo di seguito una breve guida ai conguagli IRPEF e agli altri rimborsi fiscali.

=> 730 precompilato e rimborso IRPEF

Conguaglio IRPEF

Il contribuente quando compila la dichiarazione dei redditi sceglie come utilizzare l’eventuale somma che risulta a credito. Può chiedere il rimborso, oppure utilizzare le somme in compensazione per pagare IMU, TASI e altre imposte che si versano utilizzando il modello F24. Chi sceglie il rimborso, e ha un sostituto d’imposta, riceverà le somme nel corso dell’estate. Per la precisione, i lavoratori dipendenti con la busta paga di luglio, i pensionati con il cedolino di agosto. Se però il contribuente chiede un rimborso fiscale superiore ai 4mila euro, l’Agenzia delle Entrate ha quattro mesi di tempo dal termine della dichiarazione per effettuare controlli (quindi, fino al 24 novembre). In questo caso, quindi, il rimborso è erogato entro il sesto mese successivo alla data entro la quale bisogno presentare la dichiarazione (il 24 luglio per il 730): in pratica, il conguaglio arriva entro il 24 gennaio 2018.

=> Controlli preventivi sui 730

Se il contribuente sceglie il rimborso tramite sostituto d’imposta e quest’ultimo non effettua il pagamento, si può farne richiesta all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate del luogo di residenza. In questo caso, occorre allegare una certificazione con cui il datore di lavoro o l’ente pensionistico attesti di non aver eseguito il conguaglio e di non aver, quindi, rimborsato le imposte.
Per quanto riguarda invece il modello Redditi persone fisiche (che dal 2017 sostituisce Unico), si indica nel quadro RX l’opzione di voler ricevere il rimborso a credito oppure riportarlo nella dichiarazione dell’anno successivo o ancora utilizzarlo in compensazione per versare altri tributi, come appunto IMU e TASI.

Rimborsi fiscali

Per tutti gli altri casi di rimborso fiscale, bisogna presentare una domanda in carta semplice all’Agenzia delle Entrate, allegando versamenti eseguiti e certificazioni. Il Fisco risponde accogliendo la domanda, oppure respingendola (in questo caso, si può fare ricorso alla commissione provinciale entro 60 giorni). Se non arriva risposta, vale la regola del silenzio-rifiuto, per cui dopo 90 giorni il contribuente può presentare ricorso.
Il rimborso accordato può essere versato: direttamente sul conto corrente, in contanti presso gli uffici postali (per somma inferiore ai mille euro), tramite vaglia della Banca d’Italia.
C’è infine il caso delle imposte sugli immobili, IMU e TASI, e delle altre tasse che vengono pagate ai Comuni: se il contribuente versa imposte in eccesso, deve presentare la richiesta di rimborso all’ente locale, utilizzando appositi moduli. Questa domanda di rimborso va presentata entro cinque anni dal versamento. Il Comune effettua i controlli e risponde, con accettazione o rifiuto, entro 180 giorni, inviando al comunicazione anche al ministero delle Finanze. Sarà quest’ultimo ad effettuare il rimborso, attraverso bonifico sul conto corrente, assegno circolare Banca d’Italia, contante da riscuotere presso la Banca d’Italia.
PER SAPERNE DI PIU', Clicca QUI

giovedì 15 giugno 2017

La dichiarazione precompilata 2017 - il fai da te semplice e veloce


Fisco facile con il 730 precompilato


Per i cittadini milanesi sono in vista numerosi appuntamenti, tutti dedicati al 730 precompilato, organizzati grazie alla collaborazione avviata tra Agenzia delle entrate, Comune e municipi di Milano. Il mondo della dichiarazione precompilata a 360 gradi sarà infatti protagonista sia degli incontri aperti ai cittadini presso i municipi di Milano, sia delle 730 weeks, due settimane, che vanno dal 19 al 30 giugno, di appuntamenti programmati con aperture straordinarie degli uffici dell’Agenzia. Il primo appuntamento in agenda che lancia le 730 weeks è per venerdì 16 giugno alle ore 12:00, presso l’Urban center di Milano in occasione del quale il Direttore regionale dell’Agenzia delle entrate, Giovanna Alessio, incontrerà i cittadini di Milano. L’evento sarà l’occasione per condividere con i cittadini il calendario di tutti gli incontri che si terranno presso i 9 municipi di Milano


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La bocciofila di via Morgagni

L'associazione Amici delle bocce di via Morgagni, all'intersezione con via Plinio: due campi da gioco e sei tavoli in pietra .













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mercoledì 14 giugno 2017

Controlli preventivi sui 730

Controlli preventivi del Fisco sui 730/2017 presentati direttamente o via CAF in caso di modifiche alla dichiarazione precompilata: criteri di verifica INPS e Agenzia Entrate.


Gli scostamenti in dichiarazione dei redditi che fanno scattare i controlli sul 730/2017 precompilato o inviato tramite CAF riguardano le differenze significative rispetto ai modelli di versamento, alle certificazioni uniche e alle dichiarazioni dell’anno precedente, nonchè gli elementi di incoerenza rispetto ai dati inviati da enti esterni. Le indicazioni sono contenute nel provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 9 giugno.

=> Precompilata: i controlli fiscali su UNICO e 730

Si tratta dei criteri in base ai quali il Fisco rileva eventuali incoerenze nelle dichiarazioni del redditi, che riguardano in particolare i 730/2017 con esito a rimborso, presentato da contribuenti che hanno modificato il modello precompilato. L’Agenzia delle Entrate per effettuare controlli e verifiche che rilevano incoerenze anche collaborando con l’INPS, secondo modalità stabilite da specifico protocollo di intesa.

=> Dichiarazioni 2017: guida compilazione 730

I controlli preventivi del Fisco sul 730 vengono effettuati in base all’articolo 5, comma 3-bis, decreto legislativo 175/2014, introdotto dalla Legge di Stabilità 2016, che prevede, in caso di presentazione della dichiarazione direttamente oppure tramite sostituto d’imposta, con modifiche rispetto al modello precompilato che incidono sulla determinazione dell’imposta, oppure determinano un rimborso superiore a 4mila euro, la possibilità per il fisco di effettuare le verifiche preventive, «in via automatizzata o mediante la verifica della documentazione», entro quattro mesi dal termine per la trasmissione della dichiarazione (che è il 24 luglio, quindi entro il 24 novembre). Se la dichiarazione è trasmessa in ritardo, i quattro mesi scattano dalla presentazione.
Il rimborso fiscale viene poi versato entro il sesto mese successivo al termine per la trasmissione, quindi entro il 24 gennaio. I controlli preventivi possono essere effettuati anche se il 730/2017 è presentato tramite CAF, centri di assistenza fiscale, o professionisti abilitati.
Fonte: provvedimento Agenzia Entrate

lunedì 12 giugno 2017

Scadenze fiscali divise per mese


Elenco aggiornato delle scadenze fiscali da segnare in calendario da qui alla fine dell’anno -Calendario delle scadenze fiscali 2017-: guida agli appuntamenti da giugno e dicembre, con giornate più o meno calde per contribuenti, imprese, professionisti e Partite IVA.

Giugno

Giugno è sicuramente un mese caldo, in termini di scadenze fiscali:

  • si parte il 12 giugno con la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA del primo trimestre;
  • il 15 è il giorno atteso da chi ha aderito alla rottamazione cartelle esattoriali, Equitalia e non, perché entro tale termine dovranno ricevere dall’ente di riscossione la comunicazione contenente l’importo delle somme dovute, quello delle singole rate e il giorno di scadenza di ciascuna di esse;
  • il 16 scattano il versamento unitario mediante modello F24 per ritenute, IVA, contributi previdenziali ed assistenziali; il versamento della rata IVA per l’anno 2016 risultante in dichiarazione IVA 2017; il versamento della prima rata IMU e TASI 2017;
  • il 26 è la scadenza per la presentazione degli elenchi INTRASTAT per il mese di maggio 2017;
  • il 30 è la data ultima per persone fisiche, società di persone e soggetti IRES per presentare la dichiarazione dei redditi 2017 e IRAP 2017 per l’anno 2016.

=> Esenzione semestrale Canone RAI: domanda entro giugno

Luglio

Scadenze fiscali di luglio:

  • le scadenze del mese di luglio partono il 7, con il termine per la presentazione telematica del modello 730 mediante CAF o intermediari abilitati, o in modalità autonoma;
  • il 17 scattano il versamento unitario con modello F24; il versamento della rata IVA; il termine per il versamento senza maggiorazioni del saldo 2016 e del primo acconto 2017 relativamente alla dichiarazione dei redditi 2017 per l’anno 2016 da parte di persone fisiche e società di persone;
  • il 24 è il termine ultimo per la presentazione telematica del modello 730 da parte di CAF e altri intermediari abilitati che entro il 7 luglio hanno inviato almeno l’80% dei modelli dichiarativi per i propri clienti;
  • il 25 è la scadenza per la presentazione dei modelli INTRASTAT per il mese di giugno 2017 o per il secondo trimestre 2017;
  • il 31 è il termine per l’invio telematico del modello 770 semplificato e ordinario.

=> Speciale Dichiarazione dei Redditi

Agosto

Dal 1° agosto al 4 settembre vengono sospesi:

  • i termini per inviare documenti ed informazioni agli uffici dell’Agenzia delle Entrate o ad altri enti impositori;
  • il termine di 30 giorni per pagare le somme dovute a seguito di controlli automatici, formali e della liquidazione delle imposte sui redditi a tassazione separata. Tale sospensione non opera per le richieste fatte nel corso delle attività di accesso, ispezione e verifica e nelle procedure di rimborso IVA.

Scadenze fiscali di agosto:

  • il 25 resta l’appuntamento con gli elenchi INTRASTAT;
  • il 31 persone fisiche, società di persone e soggetti IRES devono versare la rata per imposte e contributi per i non titolari.

=> Spesometro e IVA: scadenze fiscali 2017-18

Settembre

Scadenze fiscali di settembre:

  • il 18 è il termine per il versamento unitario con modello F24 delle ritenute dell’IVA e dei contenuti previdenziali e assistenziali; per il versamento della rata IVA per l’anno 2016 risultante dalla dichiarazione IVA 2017; per la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA del secondo trimestre; per la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute nel primo semestre 2017;
  • il 25 torna l’appuntamento con gli elenchi INTRASTAT relativi al mese di agosto 2017.

Ottobre

Scadenze fiscali di ottobre:

  • il 2 e il termine ultimo: per la presentazione telematica del modello Redditi 2017 relativamente all’anno d’imposta 2016 da parte dei soggetti IRES, delle società di persone e delle persone fisiche;  per la presentazione telematica delle dichiarazioni IRAP per le persone fisiche società di persone studi associati e società di capitali con esercizio che coincide con l’anno solare; stessa data per la chiusura della possibilità di accedere al condono liti pendenti, nonché per il pagamento degli importi dovuti a seguito della chiusura delle liti;
  • il 16 è il termine per il versamento unitario con modello F24, per il versamento della rata IVA per l’anno 2016 risultante dalla dichiarazione IVA 2017, per la presentazione della dichiarazione dei redditi 2017 da parte dei contribuenti soggetti al bilancio con il riallineamento delle regole fiscali ai fini IRAP e IRES con i nuovi principi contabili a seguito della proroga di 15 giorni prevista per questa tipologia di contribuenti e per la presentazione delle dichiarazioni IRAP;
  • il 25 l’appuntamento con gli elenchi INTRASTAT.

Novembre

Scadenze fiscali di novembre:

  • il 10 è il termine per la presentazione del modello 730 integrativo;
  • Il 16 scade il versamento IVA relativa al terzo trimestre 2017, il versamento unitario con modello F24, il versamento dei contributi INPS da parte di artigiani e commercianti e l’ultima rata di imposte e contributi per i titolari di partita IVA relativamente alla dichiarazione dei redditi 2017;
  • il 27 è l’appuntamento con gli elenchi INTRASTAT relativi al mese di ottobre 2017;
  • il 30 scatta il secondo versamento dell’acconto IRES, IRPEF, IRAP per il 2017 il secondo acconto dei contributi INPS artigiani e commercianti IVS, l’ultima rata per imposte e contributi per i non titolari di partita IVA risultante dalla dichiarazione dei redditi 2017, il versamento del secondo acconto della cedolare secca per il 2017, la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA del terzo trimestre e il pagamento della seconda rata per la chiusura liti pendenti.

Dicembre

Scadenze fiscali di dicembre:

  • il 18 è l’appuntamento con il versamento unitario con modello F24 per il versamento del saldo IMUe TASI 2017;
  • il 27 scade il termine per la presentazione dei modelli INTRASTAT per il mese di novembre 2017 e il versamento dell’acconto IVA per il 2017;
  • slitta al 2 gennaio la scadenza del 29 dicembre che quest’anno cade di venerdì per il ravvedimento operoso relativo a redditi, IRAP ed IVA.




venerdì 9 giugno 2017

10 GIUGNO IL SABATO DI LAMBRATE

- durante tutta la giornata si svolgerà a Lambrate, il Sabato di Lambrate. Oltre alle consuete iniziative segnaliamo in particolare che alle 19.00 alle Acli l’Assessore all’Urbanistica e il Presidente della Commissione Territorio illustreranno alla cittadinanza il progetto di riqualificazione della piazza Rimembranze di Lambrate.

Sabato 10 giugno - Panchina Rossa

- alle 16.00 verrà inaugurata la Panchina Rossa, simbolo contro la violenza di genere nei giardini di via Morgagni nel tratto tra via Plinio e Piazzale Bacone alla presenza della Presidente e dell’Assessore all'Urbanistica del Municipio, nell’ambito del progetto PANCHINE organizzato con Social Street GB Morgagni e l’associazione ReTake Milano.



















lunedì 29 maggio 2017

Pensioni, fra un mese arriva la quattordicesima: le ultime novità




La nuova prestazione previdenziale viene estesa con la legge di Bilancio


Luglio sarà mese di quattordicesima per 3,4 milioni di pensionati. La nuova prestazione previdenziale viene estesa con la legge di Bilancio anche ai pensionati oltre 64 anni con redditi tra 1,5 e due volte il trattamento minimo. La conferma è arrivata anche via Facebook dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi.
REQUISITI – Nel 2016 l’erogazione della quattordicesima era appannaggio dei pensionati con 64 anni di età e un reddito fino a 9.786,86 euro annui. Chi possedeva un reddito maggiore ne era escluso. Quest’anno invece la quattordicesima sarà erogata anche ai pensionati con un reddito compreso tra 9.786,86 euro e 13.049,15 euro annui. Per i pensionati che superano i 13.049,15 euro, la nuova riforma prevede un importo aggiuntivo parziale.
IMPORTI – Gli importi variano da 336 a 655 euro in base all’assegno percepito e agli anni di contributi.
Per i pensionati con un reddito fino a 9.786,86 euro annui:
  • 15 anni di contribuiti la somma sarà di 437 euro;
  • oltre i 15 anni e fino a 25 anni di contribuiti sarà di 546 euro;
  • oltre i 25 anni di contributi sarà di 655 euro.
Per i pensionati che hanno un reddito annuo tra 9.786,87 euro e 13.049,14 euro:
  • 15 anni di contributi sarà di 366 euro;
  • tra i 15 e 25 anni di contributi sarà di 420 euro;
  • più di 25 anni di contributi sarà di 504 euro.
I valori indicati sono validi per i lavoratori dipendenti, per i lavoratori autonomi, gli importi saranno uguali ma cambiano i requisiti contributivi, bisognerà avere 3 anni in più di contributi versati.
EROGAZIONE – Il pagamento verrà effettuato d’ufficio per i pensionati di tutte le gestioni unitamente al rateo di pensione di luglio 2017, o di dicembre 2017 per coloro che perfezionano il requisito anagrafico nel secondo semestre dell’anno 2017. Si rammenta che il beneficio sarà erogato in via provvisoria sulla base dei redditi presunti e sarà verificato non appena saranno disponibili le informazioni consuntivate dei redditi dell’anno 2016 o, nel caso di prima concessione, dell’anno 2017.
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