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lunedì 31 agosto 2015

Calcolo TASI Completo per tutti gli immobili

Guida alla tassazione sugli immobili 2015 dopo l'arrivo della IUC, che si compone di IMU+TASI.
Su PMI.it puoi calcolare online l'imposta dovuta su abitazioni e fabbricati rurali nei diversi Comuni, che attraverso specifiche delibere esercitano il diritto di flessibilità decisionale su aliquote (con maggiorazione applicabile fino allo 0,08%), detrazioni (abolite a livello nazionale), scadenze e modalità di pagamento a giugno e dicembre 2015.
Su PMI.it trovi gli elenchi dei Comuni con le delibere, le guide pratiche al pagamento con F24 e bollettini postali ed il calcolatore online.

TASI 2015: calcolo, novità e istruzioni


lunedì 8 giugno 2015

Dichiarazione TASI: basta il modello IMU

Chi deve presentare una dichiarazione TASI entro il 30 giugno 2015 per segnalare variazioni dell'immobile utilizza il modello IMU: precisazioni del ministero per chi vive in affitto.

Per la dichiarazione TASI non è prevista l’approvazione di un nuovo modello, si utilizza lo stesso valido ai fini IMU: la precisazione arriva dal ministero delle Finanze, con la circolare 2DF/2015. Quindi, il modulo da compilare nel caso di variazioni sull’immobile ai fini TASI è quello già approvato per la dichiarazione dell’imposta  municipale  propria (IMU) il 30 ottobre 2012.

=> Dichiarazione TASI-IMU: istruzioni per ENC

Scadenze

Il termine di presentazione è il 30 giugno 2015 e si riferisce alle variazioni dell’immobile intervenute nel corso del 2014. Esattamente come per l’IMU, la dichiarazione TASI si presenta solo nel caso in cui siano intervenute variazioni nel possesso dell’immobile.

TASI e affitti

Contrariamente all’IMU, la TASI viene pagata anche dagli inquilini, oppure dai titolari di altro diritto reale.

=> TASI per inquilini in affitto: guida completa

A questo proposito, il ministero fornisce una serie di precisazioni: un’interpretazione letterale della norma comporterebbe l’obbligo di presentare una dichiarazione TASI da parte di tutti coloro che, non essendo proprietari, non hanno mai presentato la dichiarazione IMU. In realtà, chiarisce il dipartimento delle Finanze:
  • chi ha stipulato un contratto di affitto successivamente al primo luglio 2010 non deve presentare la dichiarazione TASI perché da questa data tutti i dati catastali contenuti nei contratti vengono automaticamente comunicati all’Agenzia delle Entrate;
  • Se invece il contratto di affitto è precedente al primo luglio 2010, bisogna presentare la dichiarazione TASI.

Eccezioni

In generale, la dichiarazione TASI non si presenta in tutti i casi in cui il Comune ha a disposizione altri strumenti che permettono, incrociando i dati, di avere i dati catastali identificativi dell’immobile, anche in riferimento agli adempimenti relativi ad altri tributi (come, ad esempio, la TARI, la tassa sui rifiuti). La dichiarazione TASI va dunque sempre inviata se:
  • i dati catastali sono stati comunicati al momento della cessazione della risoluzione o proroga del contratto;
  • il Comune di appartenenza ha previsto, ad esempio per le agevolazioni TASI, specifiche modalità come la consegna del contratto di locazione o un’autocertificazione.

=> TASI: come calcolare l’acconto 2015

In tutti i casi in cui invece è necessario presentare la dichiarazione TASI, per precisare il titolo relativo alla propria obbligazione tributaria (ad esempio, locatario), si compila la parte del modello valido ai fini IMU dedicata alle “annotazioni“. Per il resto, le informazioni necessarie al Comune sia per l’IMU sia per la TASI sono sostanzialmente identiche.
Fonte: dipartimento delle Finanze, circolare 2/DF 2015

lunedì 25 maggio 2015

TASI: come calcolare l’acconto 2015

Guida al calcolo dell'acconto TASI 2015 in scadenza il 16 giugno: imponibile, coefficienti, aliquote comunali, differenza fra proprietario e inquilino, strumenti online.
Le regole per calcolare l’acconto TASI 2015 da pagare entro il 16 giugno sono sostanzialmente le stesse dell’anno scorso, con una differenza sostanziale: la tassa è a regime, quindi sono chiamati alla cassa tutti i proprietari di immobili (anche gli inquilini, per la relativa quota), indipendentemente da nuove delibere comunali. L’acconto è pari al 50% dell’importo totale dovuto per il 2015. Vediamo esattamente come va effettuato il calcolo.
Tasi per proprietari di immobili
L’imponibile TASI è lo stesso dell’IMU: rendita catastale rivalutata del 5% e moltiplicata per il coefficiente relativo alla tipologia dell’immobile. Ecco tutti i coefficienti:
·         abitazione (gruppo catastale A, tranne A10): 160;
·         uffici e studi privati (categoria catastale A10): 80;
·         uffici pubblici (gruppo catastale B): 140;
·         negozi e botteghe (C1): 55;
·         cantine e solai (C2): 160;
·         laboratori, palestre, stabilimento balneari (C3, C4 e C5): 140;
·         posti auto e rimesse (C6 e C7):  160;
·         magazzini, opifici, immobili d’impresa (gruppo catastale D, tranne D5): 65;
·         banche (D5): 80.
Per gli immobili del gruppo D non ancora iscritti in Catasto si applicano i nuovi coefficienti previsti dal decreto del ministero delle Finanze del 25 marzo 2015 (per quest’anno il coefficiente è 1,01).
A questo punto si applica l’aliquota comunale secondo la regola seguente:
·         se c’è una delibera pubblicata entro il 23 maggio sul sito del Dipartimento delle Finanze si applica l’aliquota 2015;
·         se non c’è una nuova delibera si applicano le aliquote 2014.
A questo punto si applicano le eventuali detrazioni previste dal Comune di appartenenza (anche qui, bisogna verificare la delibera). Il risultato ottenuto si divide per due, ottenendo la somma dovuta per l’acconto 2015. Per i contribuenti che volessero effettuare il calcolo online, PMI.it mette a disposizione uno strumento, con le relative istruzioni.
La rendita catastale dell’immobile, fondamentale per calcolare l’imponibile, si trova nell’atto di compravendita oppure è in visura (c’è un apposito servizio sul sito del Catasto).
TASI per chi vive in affitto
La norma relativa alla TASI prevede il pagamento anche da parte degli inquilini. La quota TASI per chi vive in affitto deve essere compresa fra il 10 e il 30%. Nel caso in cui non ci sia una decisione specifica nella delibera comunale, si applica automaticamente il 10%. Le modalità di calcolo sono le stesse previste per i proprietari. Quindi, l’inquilino calcolerà l’intersa TASI dovuta sull’immobile con il metodo sopra indicato, e applicherà la quota a proprio carico prevista dal regolamento comunale. La restante parte della tassa è a carico del proprietario dell’immobile.

La cosa importante da ricordare è la seguente: la destinazione d’uso dell’immobile (in base alla quale si decide ad esempio se applicare l’aliquota sulla prima casa o quella sulle altre abitazioni) va riferita al proprietario, non all’inquilino. In parole semplici: con ogni probabilità, per l’inquilino l’abitazione in affitto sarà la prima casa, mentre per il proprietario spesso è una seconda casa. L’aliquota corretta da applicare, inq uesto caso, è quella sulle seconde case. Se invece l’inquilino affitta una sola stanza nella casa di abitazione del proprietario, allora si applicherà l’aliquota della prima casa, applicando poi la quota dell’inquilino (ad esempio, il 10%).

FONTE PMI

giovedì 29 maggio 2014

Tasi, arrivano i bollettini per il pagamento del Tributo. Ma non sono precompilati



Tocca ai contribuenti fare i calcoli da soli, sempre che non vogliano utilizzare l’F24. Per Confedilizia sono "illegittimi". Attesa per il decreto che fa slittare il pagamento 


Tasi, arrivano i bollettini per il pagamento del Tributo. Ma non sono precompilati - Il Fatto Quotidiano