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lunedì 31 agosto 2015

Verso Comunali Milano 2016... cari Concittadini Milanesi... | e-participation ed eventi a Milano e sua area metropolitana: cittadini e amministratori assieme per una citta' partecipata


Luca Vinti

...in previsione delle prossime elezioni Comunali 2016 che hanno già scatenato la usuale messa in scena di:
  • Comparsate politiche nelle periferie  per verificare il degrado e l'insicurezza diffusa (come se le migliaia di segnalazioni disperate dei cittadini, dei comitati e di coloro che si impegnano di persona non fossero bastate quale testimonianza quotidiana)
  • Toto sindaco in ogni schieramento dell'arco politico attuale
  • Nuove "finte" liste civiche  
  • Proposte di programma e prebende da "ultimo anno" alla ricerca dei voti
  • ........e tutto quanto di già visto decine di volte per chi ha i capelli bianchi

vi chiedo gentilmente con fermezza e pragmatismo:
Siete coscienti o no che se veramente vogliamo dare una svolta epocale al governo della nostra città ( e della nostra amata Nazione) dobbiamo entrare NOI con dei rappresentanti selezionati da NOI cittadini, seri, professionalmente preparati, oggetto di verifica e revoca del mandato nel caso cadessero nei soliti "gorghi" della corruzione e del malaffare?
Abbiamo Associazioni, Comitati, Gruppi di quartieri, Singoli Cittadini con competenze ed esperienze che quantomeno, unite a quelle dei validi uffici tecnici comunali, potrebbero veramente iniziare un vero processo di ripartenza civica della Capitale Economica e Morale d'Italia.
Siete pronti a partecipare in prima persona? Siete pronti a "donare" (termine che identifica il vero senso della politica, oggi professione) una parte del vostro tempo alla comunità milanese come molti già fanno con grandi sacrifici ma con ottimi risultati nel sociale , senza alcun aiuto extra dalle istituzioni? Volete informarvi su ciò che accade sopra le nostre teste autonomamente, in alternativa ai media tradizionali, per avere finalmente un opinione autonoma, libera  da qualsiasi influenza "di parte" e poter confrontarsi per una decisione condivisa su qualsiasi questione attraverso gli strumenti partecipativi di Democrazia Diretta, già applicati da decenni in tantissime aree del mondo (Svizzera, Baviera, diversi Stati USA, ecc.)?
Vogliamo ancora una volta che Milano, con questa nuova idea, sia l'inizio di una "vera" e pacifica rivoluzione civica che possa avere riscontro anche per l'intera nazione?
Se la risposta è NO, scusate il disturbo e scegliete nuovamente la sirena a voi più gradita.
Se la risposta è SI e volete approfondire il progetto partecipativo scrivete a: federazionecittadinimilanesi@gmail.com
Grazie a tutti

Verso Comunali Milano 2016... cari Concittadini Milanesi... | e-participation ed eventi a Milano e sua area metropolitana: cittadini e amministratori assieme per una citta' partecipata

sabato 29 agosto 2015

Fiano-Majorino, la giunta si schiera Ma resta l’incognita del terzo uomo Bisconti e Tajani con l’assessore, Maran e Rozza per il deputato pd


di Maurizio Giannattasio
L’irritazione del sindaco Pisapia, il fastidio di alcuni assessori. L’uscita di Pierfrancesco Majorino, assessore di Palazzo Marino e candidato alle primarie del centrosinistra sul taglio degli aumenti agli abbonamenti Atm per gli anziani divide la squadra del sindaco. E allora è forse il caso di andare a vedere quali sono gli schieramenti o per meglio dire gli orientamenti all’interno dell’esecutivo tra i potenziali candidati alle primarie. Da una parte Majorino, dall’altra Emanuele Fiano, deputato e già capogruppo ds a Palazzo Marino. Un’avvertenza. La situazione è fluida e in divenire. C’è chi attende Mister X, chi pensa che nonostante le ripetute smentite sia possibile un ripensamento in extremis di Pisapia, chi si attiene all’attuale panorama delle candidature in campo e chi resta volutamente o per necessità fuori dai giochi. Ecco allora come si stanno orientando gli assessori anche se l’arrivo di un nuovo candidato potrebbe rimescolare le carte. A Majorino sono vicine l’assessore allo Sport, Chiara Bisconti e l’assessore al Lavoro, targata Sel, Cristina Tajani. Nessun endorsement pubblico ma i contatti sono stati frequenti e qualcuno prospetta anche un possibile incarico in caso di vittoria di Majorino: la poltrona di direttore generale del Comune per la Bisconti e quella di vicesindaco o di presidente di una partecipata per la Tajani.
La situazione però è più complicata, perché sia la Bisconti sia la Tajani sono molto legate politicamente a Lucia Castellano, ex assessore alla Casa di Palazzo Marino e ora capogruppo in Regione della Lista civica per Ambrosoli che non esclude una candidatura femminile per Palazzo Marino. Altro possibile sostenitore di Majorino è l’assessore all’Istruzione, Francesco Cappelli. Di sicuro dalla parte del candidato alle primarie c’è l’assessore alla Cultura, Filippo Del Corno. Tocca all’altro campo. Quello che vedrebbe di buon occhio la vittoria di Fiano alle primarie del centrosinistra. C’è l’assessore alla Mobilità, Pierfrancesco Maran, renziano convinto e autore della svolta della sharing economy per quanto riguarda la mobilità urbana. Simpatia per Fiano arriva anche dall’assessore ai Lavori pubblici, Carmela Rozza che ha in pancia la stragrande parte dei cantieri aperti in città. Un altro possibile sostenitore è l’assessore alla Sicurezza,il cattolico Marco Granelli.
Al di fuori della giunta, però in un ruolo chiave come quello di capo di gabinetto del sindaco Pisapia, c’è un altro potenziale simpatizzante del candidato Fiano: il renziano doc Maurizio Baruffi. Diversa la posizione di Gianni Confalonieri, commissario delegato Expo a cui non dispiacerebbe Giuseppe Sala o in alternativa Maurizio Martina.
C’è però chi si tiene fuori da questi giochi. A partire dal neo-vicesindaco, Francesca Balzani. La sua storia politica (alle primarie del Pd in Liguria ha sostenuto Sergio Cofferati) indicherebbe in lei una possibile sostenitrice di Majorino, uomo targato sinistra Pd, ma non è così. La Balzani non ha espresso preferenze. E c’è chi ritiene che proprio la Balzani, politica e tecnica assai stimata, possa essere un candidato sindaco con ottime chance. Resta per ora fuori dal campo Franco D’Alfonso, papà degli arancioni, che ha puntato tutte le carte sulla continuità amministrativa con il partito della Città e per altri motivi l’assessore alla Casa, Daniela Benelli. Troppo presto per dire quale sia l’orientamento del neo-assessore all’Urbanistica, Alessandro Balducci.
Verso Comunali Milano 2016... | e-participation ed eventi a Milano e sua area metropolitana: cittadini e amministratori assieme per una citta' partecipata

giovedì 23 luglio 2015

Se ne va anche il vicesindaco. Il triste declino della Milano di Pisapia

[Ma non è chiaro. E giustamente Marco Cappato, dei Radicali, parla di «errore politico non spiegare le reali motivazioni che hanno portato alle dimissioni della De Cesaris».] 
Si dimette Ada Lucia De Cesaris, la zarina, che «sfanculò» l’immobiliarista Salvatore Ligresti. E adesso sogna Palazzo Marino
La «macchina» della giunta di Giuliano Pisapia. Il «vero sindaco». «La zarina». O ancora «un’instancabile lavoratrice». «Primo cittadino in pectore». O di più, «una con le palle». Ci sono molti modi per definire Ada Lucia De Cesaris ormai ex vicesindaco e assessore all’Urbanistica del Comune di Milano. Le dimissioni di questo ex avvocato 55enne («È venuto meno il rapporto di fiducia» scrive in una nota), esperto di diritto ambientale, allieva di un amministrativista di fama come Sabino Cassese, capace all’inizio del mandato di mandare a quel paese un immobiliarista di peso come Salvatore Ligresti, rivelano molto sullo sfaldamento della giunta arancione che vinse nel 2011 contro Letizia Moratti. Ma soprattutto regalano una fotografia inquietante sulla situazione politica del centrosinistra, a un anno dalle prossime elezioni comunali. Con una spaccatura sempre più evidente tra l’anima civica che vinse quattro anni fa e il Partito Democratico di Matteo Renzi. 
Non è un segreto che una parte di Milano, quella riformista, vicina all’attuale assessore al Commercio Franco D’Alfonso, stia lavorando da mesi per candidare la De Cesaris a sindaco nel 2016
«Un fulmine a ciel sereno, una sorpresa», dicono dal Pd. «Un uso elettorale delle istituzioni» spiegano invece nel centrodestra, cogliendo un punto fondamentale e non detto neppure nel discorso di Pisapia che oltre a definirsi addolorato per la scelta della collega, non ha approfondito le reali motivazioni dietro l’addio della «zarina». Un motivo non detto risiede sicuramente nelle tensioni interne al Pd per la grande campagna elettorale iniziata da diversi mesi, dopo che il primo cittadino ha annunciato di non ricandidarsi. Non solo. Non è un segreto che una parte di Milano, quella riformista, vicina all’attuale assessore al Commercio Franco D’Alfonso, stia lavorando da mesi, insieme con una buona fetta di arancioni e a pezzi di borghesia meneghina, per candidare la De Cesaris a sindaco nel 2016. E non è un segreto che le tensioni maggiori dell’ex assessore all’Urbanistica siano nate nello scontro costante con un gruppo consiliare, quello democratico, molto vicino a Pierfrancesco Majorino, assessore alle politiche sociali, fresco di candidatura alle prossime primarie del Pd.
Di mezzo, quindi, c’è una tensione che va avanti da mesi. L’ultima lite con i democratici sarebbe nata per una questione su un’area cani. Ma c’è anche chi dice che «Ada Lucia» non abbia digerito il nuovo stadio del Milan in zona Portello, un progetto targato Silvio Berlusconi. Nei corridoi di palazzo Marino si parla di delibere fantasma sull’impianto dei rossoneri da 55mila posti, altra benzina sul fuoco che non fa che aumentare le tensioni. Ma non è chiaro. E giustamente Marco Cappato, dei Radicali, parla di «errore politico non spiegare le reali motivazioni che hanno portato alle dimissioni della De Cesaris». In ogni caso la De Cesaris diventa così una nuova mina vagante per il centrosinistra in vista delle elezioni comunali.
In ogni caso la De Cesaris diventa così una nuova mina vagante per il centrosinistra in vista delle elezioni comunali

Va ricordato infatti che «Ada Lucia» è stata coordinatrice dei comitati per Milano. Fu anima della vittoria di Pisapia. Ma soprattutto l’argine degli immobiliaristi alla Ligresti, promuovendo un nuovo Programma di governo del territorio (Pgt) che tagliò l’edificabilità da 2,70 a 0,70, impedendo una cementificazione massiccia del Parco Sud. Ora le chiedono tutti di ripensarci, ma secondo chi la conosce bene la De Cesaris andrà avanti per la sua strada. E si farà sentire nei prossimi mesi. Del resto fu lei a convincere Pisapia a togliere le deleghe all’ex assessore alla Cultura Stefano Boeri. Dei tre è rimasto solo il sindaco, che rischia di passare gli ultimi mesi di mandato nel modo peggiore possibile.

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mercoledì 22 luglio 2015

Comunali Milano 2016... | e-participation ed eventi a Milano e sua area metropolitana: cittadini e amministratori assieme per una citta' partecipata

Il coordinatore cittadino stoppa la fuga in avanti di Maroni «Subito il nome. Ma ho fatto tanta trincea e ora sono pronto»
Giulio Gallera, coordinatore cittadino di Forza Italia, il governatore Roberto Maroni ha invitato il centrodestra a fare presto la scelta del candidato sindaco.
«Condivido molto il suo approccio. La sinistra sta implodendo e dobbiamo approfittarne».
Si riferisce alle liti sulle primarie e alle dimissioni del vicesindaco De Cesaris.
«I nodi stanno venendo al pettine, in Comune sono stati incapaci di governare, dopo quattro anni non hanno risultati da spendere né sono in grado di gestire i progetti per la Milano del futuro. E sentono il fiato sul collo di un centrodestra che invece è stato vicino ai cittadini e non ha perso di vista il rilancio della città. Penso alla linea M4».
La giunta invece è ostaggio dei comitati del «no»?
«Anche le dimissioni della De Cesaris nascono da questo, sui progetti in campo ha trovato un muro di resistenza da parte di tanti consiglieri e assessori di sinistra che hanno nella loro cultura politica essere sempre contro e mai per il fare».
Parliamo della partita nel centrodestra. La scelta in pochi giorni scarterebbe l'ipotesi primarie. Condivide?
«I tempi sono giusti, dobbiamo mettere in campo subito la nostra proposta, oggi più della metà dei milanesi è disorientata. Ritengo le primarie un metodo positivo per galvanizzare il nostro elettorato, se fatte nel modo giusto, ma anche il fatto che le segreterie dei partiti facciano un lavoro di sintesi e scelgano per il meglio».
La coordinatrice regionale di Fi Mariastella Gelmini insiste più su un esponente della società civile.
«Ben venga il contributo della società civile, ma scegliere il candidato fuori dalla politica vuol dire umiliare i partiti del centrodestra che in questi anni hanno lavorato molto. Se Pd e giunta sono in difficoltà è anche perchè c'è stata una classe dirigente che li ha incalzati, abbiamo fatto un'ottima opposizione. Questo ci rende competitivi, perchè continuare a parlare di candidato esterno? ».
Lei è già sceso in campo. Conferma il passo?
«Penso sia dovere di chi ha guidato come me per tanti anni una traversata nel deserto propormi di condurre la battaglia finale. Fare il coordinatore con il partito all'opposizione significa motivare i consiglieri di zona, organizzare banchetti».
E l'ex ministro Lupi?
«Mi sembra che Lupi abbia detto di no più volte, che non e la sua partita. Prendiamone atto invece di inseguire chi ha scelto ruoli diversi. E poi ci sono tante persone capaci nella classe politica di Fi, Lega, Ncd».
Ad esempio?
«Se parlo di Fi vedo molti papabili, in Comune il giovane capogruppo Pietro Tatarella o un consigliere di esperienza come Fabrizio De Pasquale, in Regione Fabio Altitonante o Mario Mantovani, o Luca Squeri che ha anche un ruolo nazionale in Confcommercio ».
Farete l'alleanza con Ncd?
«Non dobbiamo escludere nessuno ma creare la coalizione più ampia possibile, Fi e Lega saranno il perno ma devono avere accanto Ncd e spero i tanti movimenti civici che si stanno muovendo, come Italia Unica di Corrado Passera».
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