domenica 5 luglio 2015

Pensioni, arriva la quattordicesima a luglio. Ecco a chi spetta

Anche quest'anno i pensionati ultra 64 enni con redditi personali inferiori a 10mila euro annui avranno diritto alla cd. quattordicesima.
Con la mensilità di luglio i pensionati ultra 64enni con redditi personali bassi si troveranno nel rateo una somma oscillante tra i 336 euro e i 504 euro. E' la cd. quattordicesima prevista dal decreto legge 81/2007 il cui appuntamento si rinnova, come di consueto, anche quest'anno. Lo comunica l'Inps con la Circolare 130/2015 pubblicata oggi dall'Istituto.
Destinatari. Il bonus sarà riconosciuto in misura piena ai pensionati con almeno 64 anni titolari di uno più trattamenti pensionistici posti a carico dell'assicurazione generale obbligatoria, delle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della stessa purchè abbiano un reddito personale inferiore a 9.786,86 euro, cioè inferiore a 1,5 volte il trattamento minimo inps per l'anno in corso. Mentre spetta in misura parziale per i titolari di redditi superiori al limite indicato e inferiore alla soglia massima costituita dal predetto liminte reddituale incrementato della somma aggiuntiva: in tal caso la somma è corrisposta sino a concorrenza del predetto limite. 
L’aumento spetta, in misura proporzionale, anche a coloro che compiono il 64° anno di età entro il 31 dicembre dell’anno di erogazione, con riferimento ai mesi di possesso del requisito anagrafico, compreso il mese di raggiungimento dell’età. Analogamente, il beneficio viene attribuito in maniera proporzionale sulle pensioni spettanti per un numero limitato di mesi, come ad esempio in caso di pensioni di nuova liquidazione con decorrenza diversa dal 1° gennaio. Si ricorda che la quattordicesima non costituisce reddito nei fini fiscali né ai fini della corresponsione di prestazioni previdenziali e assistenziali.
Reddito. Per l'individuazione del reddito rilevante ai fini della concessione della quattordicesima si deve tener conto dei redditi di qualsiasi natura, compresi i redditi esenti da imposta e quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta o ad imposta sostitutiva, ad eccezione sia dei redditi derivanti dall'assegno per il nucleo familiare ovvero dagli assegni familiari e dall'indennità di accompagnamento, sia del reddito della casa di abitazione, dei trattamenti di fine rapporto comunque denominati e delle competenze arretrate sottoposti a tassazione separata. 
Importo. L'importo della prestazione varia a seconda della anzianità contributiva rilevante ed alla gestione a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico come si evince dalla tabella esposta. Per gli iscritti alle gestioni private che compiono i 64 anni dal 1° agosto e per quelli delle gestioni pubbliche che li compiono dal 1° luglio, la prestazione sarà pagata a dicembre

mercoledì 1 luglio 2015

.Il Comune da’ il via al crowdfunding cittadino per sostenere progetti d’innovazione sociale

Comuni-Italiani.it

Dare avvio a progetti innovativi partendo da piccole donazioni di singoli cittadini. Il Comune di Milano lancia il bando per la creazione della prima piattaforma sperimentale di crowdfunding cittadina. A presentare l’iniziativa questa mattina a Palazzo Marino a stampa e operatori, gli assessori Cristina Tajani (Politiche per il lavoro, Sviluppo economico, Università e Ricerca) e Pierfrancesco Majorino (Politiche Sociali e Cultura della Salute). La piattaforma è volta alla realizzazione di progetti di innovazione sociale e reti condivise che favoriscano l'aggregazione sociale, spaziando dall’attenzione ai bisogni delle persone con disabilità sino alle necessità di anziani e famiglie, contribuendo a rendere la città sempre più accessibile.
“Quello che presentiamo è il primo step per la scelta della piattaforma web per la raccolta dei fondi che andranno a finanziare progetti d’innovazione sociale che, per la prima volta, nasceranno dal basso e da una reale condivisione - spiega Cristina Tajani, assessore allo Sviluppo Economico, Politiche per il lavoro, Università e Ricerca  -. La sperimentazione del primo crowdfunding cittadino ha due obiettivi: da un lato promuovere e sviluppare un nuovo modo di intendere la città e la partecipazione, condividendo idee e progetti per una Milano sempre più smart in cui le tecnologie contribuiscono a migliorare la qualità della vita; dall'altro stimolare le imprese a 'impatto sociale' nell'utilizzo di una modalità di finanziamento alternativa al credito tradizionale, quale appunto è il crowdfunding".
“Il crowfunding è uno strumento straordinario per dare l’opportunità a tanti progetti di essere realizzati e di portare un aiuto concreto al miglioramento della qualità della vita di molte persone – ha dichiarato Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche Sociali e Cultura della Salute -. Si tratta anche di un modo per allargare la partecipazione della città all’azione dell’amministrazione, coinvolgendo direttamente il territorio nella realizzazione di quella rete per la cura della persona che garantisce un intervento sociale davvero efficace”.
La ricerca, prima fase del progetto, che ha preso avvio lo scorso 16 giugno, è volta a individuare un soggetto ideatore e gestore della prima piattaforma multimediale dedicata ai progetti di crowdfunding del Comune di Milano. Il vincitore, oltre a realizzare la piattaforma, avrà il compito di accompagnare gli utilizzatori seguendoli nella fase di pubblicazione, comunicazione e promozione dei progetti da finanziare.
Tutti gli operatori  interessati a partecipare potranno trovare le informazioni e il materiale sul sito del Comune di Milano nella sezione Bandi e gare, nella categoria “Gare d’appalto e servizi”. Il termine ultimo per la presentazione delle domande è previsto per il prossimo 10 settembre.
Dopo tale data si aprirà la seconda fase del progetto di crowdfunding cittadino, volto all’individuazione delle iniziative da finanziare. Alla presentazione dei progetti potranno partecipare singoli, imprese private e aziende del terzo settore (cooperative sociali, associazioni di promozione sociali, di volontariato, onlus e fondazioni).
I progetti potranno riguardare il tema della città accessibile e rimozione delle barriere per persone con disabilità; le innovazioni tecnologiche per l’aumento della connettività con riduzione del digital divide, oltre all’innovazione per favorire l’informazione su mobilità, eventi e attività a favore di una maggiore qualità della vita e dell’aggregazione sociale. Spazio anche a progetti volti alla cura e conciliazione famiglia-lavoro per promuovere sul territorio (a livello di zona, quartiere, scuola, aziende) la condivisione, nonché la creazione di reti sociali che valorizzino la collaborazione, la condivisione e la reciprocità.


I progetti che riusciranno a ottenere un finanziamento almeno pari alla metà dell’importo complessivo  necessario per la propria realizzazione potranno beneficiare di un contributo da parte dell’Amministrazione per la restante parte non coperta, per un importo massimo di 50 mila euro per ogni singola iniziativa sino all’esaurimento dei complessivi 430mila euro messi a disposizione dal Comune (400mila euro dall'assessorato alla Politiche per il Lavoro, Sviluppo economico per il cofinanziamento dei progetti e 30 mila euro dall'assessorato Politiche Sociali per la scelta della piattaforma) per la realizzazione della prima sperimentazione del  crowdfunding cittadino.
LA VOCE DEGLI INVALIDI: Il Comune da’ il via al crowdfunding cittadino per...: Dare avvio a progetti innovativi partendo da piccole donazioni di singoli cittadini. Il Comune di Milano lancia il bando per la creazione d...

martedì 30 giugno 2015

Al via il Bilancio partecipativo di Milano







Nove milioni di euro a disposizione dei cittadini. Pisapia: “Occasione per rafforzare un metodo di consultazione ampia, democratica e attiva”
Milano, 30 giugno 2015 - Per la prima volta Milano, unica tra le grandi città italiane a farlo sull’intera area comunale, vara il Bilancio partecipativo. E lo fa con nove milioni di euro, uno per ogni Zona, a disposizione dei cittadini per decidere quali interventi realizzare sul territorio. 
“Conto, Partecipo, Scelgo” è il nome del progetto che consentirà di decidere insieme ai cittadini gli interventi da inserire nel Bilancio 2015. 
L’iniziativa è rivolta a tutti coloro che abitano, studiano o lavorano a Milano e che abbiano compiuto i 14 anni. L’Amministrazione mette a disposizione nove milioni di euro in conto capitale, cioè per opere pubbliche (da realizzare una sola volta). 
Il percorso si concluderà il prossimo novembre, così da poter inserire i progetti scelti dai cittadini all’interno del Piano delle opere pubbliche che l’Amministrazione si impegna a sviluppare già nel 2016.
“Il Comune di Milano – ha dichiarato il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia - affiderà direttamente ai milanesi la possibilità di decidere come destinare una parte delle risorse del bilancio attraverso un percorso partecipato che trae ispirazione dalle esperienze sviluppate con successo all’estero. Si potrà decidere dove creare un’area verde, come risolvere un problema o quale spazio potrebbe generare nuove opportunità. Il Bilancio partecipativo rappresenta un’occasione per rafforzare un metodo di consultazione ampia, democratica e attiva che oggi prosegue anche grazie a questa iniziativa”.
“Il Bilancio partecipativo – ha aggiunto l’assessore al Bilancio Francesca Balzani - è partecipazione in senso pieno: un coinvolgimento attivo dei cittadini le cui decisioni diventeranno investimenti reali, da vedere e da toccare con mano. Ed è anche una grande occasione per conoscere come sono spese le risorse pubbliche e quali sono i vincoli per poter fare le cose. La sfida del decidere insieme, per sé e per gli altri, è l'essenza della democrazia”. 
“Il Bilancio partecipativo – ha continuato l’assessore ai Lavori pubblici e Arredo urbano Carmela Rozza - riguarderà il conto capitale, dove il Comune di Milano e la Giunta fanno un passo indietro sulle decisioni degli interventi delle opere pubbliche sul territorio che saranno decisi esclusivamente dai cittadini. Gli uffici tecnici del Comune saranno a disposizione dei gruppi di lavoro per aiutare i cittadini nelle scelte e nell’analisi di fattibilità dei progetti in termini economici e sui tempi, secondo le procedure dettate dalla legge”. 
“Conto, Partecipo, Scelgo” si articola in quattro fasi. La prima è caratterizzata dall’ascolto e si sviluppa attraverso incontri pubblici che, già dai prossimi giorni, si svolgeranno nei diversi quartieri. Tutti gli appuntamenti saranno gestiti da facilitatori e sul sito web del progetto (www.bilanciopartecipativomilano.it) sarà disponibile la sintesi di ogni incontro.  Durante questi appuntamenti ogni partecipante potrà proporsi per i laboratori di co-progettazione degli interventi che caratterizzano la fase successiva.
Infatti, la seconda tappa del percorso, prevista per ottobre, viene definita di co-progettazione e si svolgerà attraverso il lavoro di laboratori utili a ideare gli interventi. Grazie alle disponibilità raccolte nella fase di ascolto verrà selezionato un numero rappresentativo di partecipanti ai laboratori di co-progettazione, uno per ciascuna delle 9 zone della città. Durante le attività dei laboratori si analizzeranno gli spunti emersi nella fase precedente per produrre un numero limitato di progetti per ogni zona, da sottoporre successivamente alla fase di voto. 
Una volta definiti e resi pubblici i progetti, questi potranno essere votati dai cittadini nei diversi punti che verranno individuati, oppure attraverso il sito web. Per ciascuna zona saranno scelti i progetti più votati fino all’esaurimento delle disponibilità finanziarie.
Approvati i progetti, la palla passerà al Comune che dovrà realizzarli. Sarà possibile anche monitorare lo stato di avanzamento dei progetti sul sito del Bilancio partecipativo. 
Si tratta di una sfida molto importante dalla quale nasceranno idee utili per migliorare la qualità di vita di tutti.
In tutto il percorso per il varo del Bilancio partecipativo, Palazzo Marino sarà affiancato, a seguito di un bando pubblico, dall’Istituto per la Ricerca Sociale (Irs) e da Avventura Urbana sia per la fase di progettazione che di realizzazione esecutiva del progetto (organizzazione e conduzione incontri sul territorio e gestione delle fasi di voto).
I primi incontri di presentazione sono promossi dal Comune di Milano in collaborazione con i Consigli di Zona. 
Il calendario dei primi incontri:
·         Zona 1, lunedì 6 luglio ore 20:30 CAM Garibaldi-Falcone e Borsellino corso Garibaldi 27;
·         Zona 2, mercoledì 8 luglio ore 18 Consiglio di Zona 2, viale Zara 100;
·         Zona 3, mercoledì 15 luglio ore 18 sede Acli Lambrate, via Conte Rosso 5;
·         Zona 4, mercoledì 8 luglio ore 21 Centro Polifunzionale Polo Ferrara, piazzale Ferrara 2;
·         Zona 5, venerdì 10 luglio ore 18 Consiglio di Zona 5 viale Tibaldi 41;
·         Zona 6, giovedì 9 luglio ore 18 Spazio Seicentro via Savona 99;
·         Zona 7, giovedì 9 luglio ore 19 Consiglio di Zona 7 via Anselmo da Baggio 55;
·         Zona 8, mercoledì 8 luglio ore 19 CAM Sandro Lopopolo via Lessona 20;
·         Zona 9, giovedì 9 luglio ore 18:30 Consiglio di Zona 9 via Guerzoni 38.



sabato 27 giugno 2015

LETTERA ENCICLICA
LAUDATO SI’ 
DEL SANTO PADRE
FRANCESCO SULLA CURA DELLA CASA COMUNE




1. «Laudato si’, mi’ Signore», cantava san Francesco d’Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: «Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba».[1]
2. Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. La violenza che c’è nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell’acqua, nell’aria e negli esseri viventi. Per questo, fra i poveri più abbandonati e maltrattati, c’è la nostra oppressa e devastata terra, che «geme e soffre le doglie del parto» (Rm 8,22). Dimentichiamo che noi stessi siamo terra (cfr Gen 2,7). Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora.
Niente di questo mondo ci risulta indifferente
3. Più di cinquant’anni fa, mentre il mondo vacillava sull’orlo di una crisi nucleare, il santo Papa Giovanni XXIII scrisse un’Enciclicacon la quale non si limitò solamente a respingere la guerra, bensì volle trasmettere una proposta di pace. Diresse il suo messaggioPacem in terris a tutto il “mondo cattolico”, ma aggiungeva “e a tutti gli uomini di buona volontà”. Adesso, di fronte al deterioramento globale dell’ambiente, voglio rivolgermi a ogni persona che abita questo pianeta. Nella mia Esortazione Evangelii gaudium, ho scritto ai membri della Chiesa per mobilitare un processo di riforma missionaria ancora da compiere. In questa Enciclica, mi propongo specialmente di entrare in dialogo con tutti riguardo alla nostra casa comune.
4. Otto anni dopo la Pacem in terris, nel 1971, il beato Papa Paolo VI si riferì alla problematica ecologica, presentandola come una crisi che è «una conseguenza drammatica» dell’attività incontrollata dell’essere umano: «Attraverso uno sfruttamento sconsiderato della natura, egli rischia di distruggerla e di essere a sua volta vittima di siffatta degradazione».[2] Parlò anche alla FAO della possibilità, «sotto l’effetto di contraccolpi della civiltà industriale, di […] una vera catastrofe ecologica», sottolineando «l’urgenza e la necessità di un mutamento radicale nella condotta dell’umanità», perché «i progressi scientifici più straordinari, le prodezze tecniche più strabilianti, la crescita economica più prodigiosa, se non sono congiunte ad un autentico progresso sociale e morale, si rivolgono, in definitiva, contro l’uomo».[3]
5. San Giovanni Paolo II si è occupato di questo tema con un interesse crescente. Nella sua prima Enciclica, osservò che l’essere umano sembra «non percepire altri significati del suo ambiente naturale, ma solamente quelli che servono ai fini di un immediato uso e consumo».

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giovedì 25 giugno 2015

Al Piccolo Teatro in scena Storia di Qu


Dal 30 giugno al 5 luglio in scena un testo inedito di Dario Fo e Franca Rame. In scena, oltre al protagonista Michele Bottini, un folto gruppo di artisti tra attori, acrobati, musicisti e danzatori
Qu
Andrà in scena giovedì 25 alle ore 21, presso la ex Chiesa di San Carpoforo in zona Brera la versione in ligua inglese dello spettacolo “Storia di Qu”, diDario Fo e Franca Rame, ispirato a “Ah Q”, un racconto di Lu Xun (1881 - 1936) tradotto da Franca Rame eGiselda Palumbo, per la regia di Massimo Navone. Lo spettacolo, prodotto dalla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e dalla Scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Brera, sarà poi rappresentato presso il Piccolo Teatro Studio “Melato” da martedì 30 giugno a domenica 5 luglio 2015. Si tratta dell’ultimo testo inedito e mai rappresentato di Dario Fo scritto con Franca Rame, che ha riunito per la sua messa in scena tanti giovani artisti provenienti da sei istituzioni formative. 
“Storia di Qu è uno degli appuntamenti più importanti di Expoincittà, uno di quelli sui quali mi soffermo tutte le volte in cui mi è capitato di raccontare, in Italia e nel mondo, il senso del progetto di ExpoinCittà – ha dichiarato l'assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. Questo perché in questa pièce si ritrovano molti degli elementi che caratterizzano il palinsesto nel suo insieme: innanzitutto la prospettiva internazionale che emerge non solo dalle origini della drammaturgia, legate al primo viaggio in Cina di Dario Fo, ma anche dal fatto che lo spettacolo va in scena, proprio stasera, anche in versione inglese, recitata da attori americani. Storia di Qu inoltre, come il programma di ExpoinCittà, impegna talenti e capacità multidisciplinari - dalla recitazione alla musica, dalla danza alla composizione - che sono stati attivati grazie alla rete dei molti e differenti istituti civici di formazione artistica e professionale, milanesi e non solo. Infine, non dobbiamo dimenticare che Dario Fo è Premio Nobel per la letteratura ed è stato, insieme a Franca Rame un protagonista della vita culturale internazionale contemporanea, che ha trovato a Milano, come molti artisti e intellettuali di ogni tempo, il luogo ideale per esprimere e affermare il proprio pensiero e il proprio talento creativo".
Storia di Qu, con la regia di Massimo Navone, è un progetto che nasce con l'idea di costruire un'esperienza di collaborazione tra giovani attori, scenografi e costumisti, studenti e attori diplomati di Milano Teatro Scuola Paolo Grassi, della Scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Brera, dell’ Accademia dell’Arte di Arezzo. A queste istituzioni si sono poi aggiunti gli allievi musicisti di Civica Scuola di Musica Claudio Abbado – Civici corsi di Jazz, gli allievi della Civica Scuola di Cinema e di Laboratorio di Circo Quattrox4.
L’incontro di giovani artisti provenienti da diverse scuole è stato voluto in modo particolare dal Maestro Dario Fo, che si è formato all’Accademia di Brera ed ha più volte insegnato alla Paolo Grassi. 
Basato su un racconto del celebre poeta e scrittore cinese Lu Xun (1881- 1936), noto anche per il suo contributo alla nascita della lingua cinese moderna detta semplificata, Storia di Qu narra le peripezie di un personaggio buffone-emarginato che vive di espedienti e combina guai, un prototipo universalmente riconoscibile nelle diverse culture popolari,’cugino’ dei nostri zanni e del nostro Arlecchino, ma capace di agire nei confronti del potere costituito con la forza eversiva di un ‘fool’ shakespeariano. 
In scena, oltre al protagonista Michele Bottini, un folto gruppo di artisti tra  attori,  acrobati,  musicisti e  danzatori che danno vita ad una pièce tragicomica che, attraverso il gioco dell’affabulazione e della contaminazione ironica tra elementi classici e contemporanei, fonde gli ingredienti del teatro popolare della tradizione occidentale agli echi di una Cina fantastica. 
Storia di Qu si inserisce all’interno del più ampio progetto triennale Il teatro di Dario Fo e Franca Rame per le Nuove Generazioni, nato nel 2011 da un’idea di Massimo Navone (Direttore della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano), condivisa da Michele Bottini (insegnante di Commedia dell’Arte della Paolo Grassi), sotto l’egida di Dario Fo e Franca Rame che ne hanno sostenuto, con la presenza e i preziosi insegnamenti, le prime fasi di studio e le successive tappe di realizzazione spettacolare (Mistero Buffo ed altre storie ha debuttato con grande successo al Festival d’Avignon off 2012 con repliche per le più importanti vetrine teatrali fino a tutto il 2014) con l'obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni di artisti che si stanno formando in questi anni (attori, registi, drammaturghi, scenografi, costumisti, musicisti), attraverso lo studio e la reinterpretazione dei capolavori che hanno reso celebri i nostri due Maestri, la conoscenza e la pratica del ricchissimo repertorio teatrale di Dario Fo e Franca Rame, rilanciandone la vitalità, l’attualità e l'importanza culturale che tutto il mondo gli riconosce.
La quasi totalità del repertorio di Dario Fo è andata in scena in tutto il mondo e in lingue diverse, un buon motivo perché anche per Storia di Qu si possa preparare un futuro internazionale. L'ispirazione fornita dal racconto originale cinese e la contaminazione tra elementi di teatro e culture popolari diverse, sono gli ingredienti di una storia che tocca temi e sentimenti universali. Dario Fo li trasforma con la consueta esplosiva fantasia in immagini e suoni di immediata presa e comprensione. Un gruppo di giovani attori statunitensi ha incontrato questo straordinario materiale teatrale durante un laboratorio tenuto presso l’Accademia dell’Arte di Arezzo da Michele Bottini e Massimo Navone e ne sono nati momenti di teatro entusiasmanti. Da lì l'idea di tradurre tutto il testo e di farne una versione in inglese da collaudare con un'anteprima dedicata in particolare al pubblico straniero di ExpoinCittà.
Afferma Dario Fo: “Qu è un personaggio mitico nella cultura popolare della Cina settentrionale, una specie di Arlecchino che al tempo di Mao Tse Tung, dal 1920 in poi, divenne famoso anche in tutto il resto della Cina. Come ogni buffo che si rispetti si muove in modo sgangherato, tanto con la voce che con il corpo. Naturalmente una maschera del genere sa eseguire movimenti mimici e soprattutto acrobatici, nonché parlate in tonalità impossibili. Ancora, come Pulcinella e il Ruzzante, non ha molta dimestichezza con il lavoro manuale, specie se quella fatica si dimostra pesante e mal retribuita. Ma non è un cialtrone e tantomeno un ipocrita. È un candido che in tutte le sue azioni dimostra di avere moralità e lealtà straordinarie.
L’autore della prima storia organizzata e scritta è senz’altro Lu Xun, filosofo e poeta cinese nato nel 1881 e fondatore – poco prima della rivoluzione - della lingua cinese moderna detta semplificata. Mao Tse Tung lo stimava moltissimo e lo indicava come un esempio straordinario dell’intellettuale che si pone a disposizione del popolo perché giunga a cambiare il mondo, a cominciare dalla condizione disperata dei sottomessi. Noi ci siamo ispirati a quel racconto e lo abbiamo sceneggiato fino a trasformarlo in un testo di teatro all’antica italiana. Ho parlato di questo testo con Massimo Navone, eccezionale maestro della Paolo Grassi, che ha coinvolto i suoi allievi nell’avventura piuttosto ardita di mettere in scena quest’opera mai rappresentata in Cina e tantomeno in Europa. Ho assistito a una prova, tempo fa, all’Accademia di Brera, e ho scoperto con entusiasmo che quei ragazzi avevano da subito inteso il messaggio e la chiave, che realizza un forte paradosso legato alla nostra attualità. Con molta commozione assisterò ad una prova generale dei giovani attori, che oggi hanno la stessa età in cui anch’io, circa settant’anni fa, cominciavo a calcare le scene. Naturalmente sto completamente con loro, sia con la totale partecipazione che con la certezza che ce la faranno. Forza quindi! Mettetecela tutta, ragazzi. E soprattutto divertitevi!”

Lo spettacolo in inglese di stasera in S. Carpoforo è a ingresso libero ad invito. Per informazioni e prenotazioni: e.pace@fondazionemilano.eu
Lo spettacolo in lingua italiana andrà in scena invece da martedì 30 giugno a domenica 5 luglio 2015 presso il Piccolo Teatro Studio “Melato”, e sarà sovratitolato in inglese a cura di Prescott Studio e Montclair State University, NJ, USA nell’ambito del progetto “Tradurre voci attraverso i continenti”
BIGLIETTI: 
Platea: intero € 25 - Balconata: intero € 22 
ORARI: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.00
Informazioni e prenotazioni 848800304 - www.piccoloteatro.org
Al Piccolo Teatro in scena Storia di Qu

Rimborsi delle pensioni dal 1°agosto: 800 euro per gli assegni da 1.500


I pensionati riceveranno gli arretrati delle rivalutazioni dell'assegno previdenziale dal primo agosto. Lo precisa l'Inps, che ha pubblicato, con la circolare n. 125, le istruzioni applicative relative all'articolo 1 del decreto legge 65/2015, in cui sono stabilite le modalita' di applicazione della sentenza della Corte costituzionale 70/2015
I pensionati con redditi da pensione pari a 1.500 euro al momento della sentenza della Consulta - che dichiarava illegittimo il blocco della perequazione deciso dal "Salva Italia" nel 2011 - avranno un rimborso una tantum per il periodo gennaio 2012- agosto 2015 pari a 796 euro. La cifra è stata diffusa dall’Inps in un allegato alla circolare esplicativa del decreto del governo. La base della pensione sarà pari a 1.525 euro mensili da agosto 2015 e di 1.541 euro da gennaio 2016. La ricostituzione dei trattamenti avviene "d’ufficio", ovvero non è necessaria la domanda.
Il recupero dei denari congelati è esteso agli eredi dei pensionati interessati, che devono presentare una domanda apposita: spettano, dice l'Inps, anche alle pensioni "che al momento della lavorazione risulteranno eliminate. Il pagamento delle spettanze agli aventi titolo sarà effettuato a domanda nei limiti della prescrizione".
Nel 2013 sono state erogate 23,3 milioni di pensioni: il 56,3% ha come beneficiario una donna e il 43,7% un uomo. Le donne rappresentano piu' della meta' (il 52,9%) dei pensionati (8,7 su 16,4 milioni), ma percepiscono solo il 44,2% dei 273 miliardi di euro complessivamente erogati. Lo rileva l'Istat, aggiungendo che oltre la meta' delle donne (50,5%) riceve meno di mille euro al mese, contro un terzo (31%) degli uomini. Ma il numero di uomini (178 mila) con un reddito pensionistico mensile pari o superiore a 5.000 euro e' cinque volte quello delle donne (35 mila). Nel Nord-ovest, prosegue l'Istat, risiede oltre un quarto dei pensionati (circa il 28%), mentre la quota si attesta intorno al 20% nelle altre ripartizioni e scende al 10% nelle Isole. L'importo medio annuo delle pensioni erogate agli uomini e' di 14.911 euro, un valore del 62,2% superiore a quello delle pensioni con titolarita' femminile (9.195 euro). Tuttavia, poiche' le donne percepiscono in media un numero di trattamenti pro capite superiore agli uomini (1,51 contro 1,32), il divario di genere si riduce al 41,4% se calcolato sul reddito pensionistico (19.686 euro per gli uomini contro 13.921 per le donne). I pensionati del Lazio percepiscono il reddito pensionistico medio annuo piu' elevato (19.549 euro), di quasi il 40% superiore a quello dei pensionati della Basilicata (14.226 euro), che e' il piu' basso tra le regioni italiane.
La meta' dei pensionati residenti nel Mezzogiorno (50,2% nelle Isole e 49,6% nel Sud) percepisce un reddito pensionistico mensile inferiore ai 1.000 euro. Le quote piu' elevate di percettori con reddito superiore ai 5.000 euro si rilevano invece al Centro (2,0%) e nel Nord-ovest (1,4%), anche a seguito della diversa diffusione sul territorio delle varie tipologie pensionistiche. Il rapporto tra il numero di pensionati residenti e la popolazione occupata - rapporto di dipendenza - e' a svantaggio delle donne: 91 pensionate ogni 100 lavoratrici, a fronte di 58,2 uomini ogni 100 lavoratori. In Calabria si registra il valore complessivo piu' alto (97,8), il minimo in Trentino Alto Adige (56,4). L'incidenza della spesa pensionistica sul Pil e' massima nelle Isole (21,6%) e nelle regioni del Sud (20,9%), mentre scende al 15,2% in quelle del Nord-est e al 15,1% in quelle del Nord-ovest.

Tassa rifiuti illegittima: come ricorrere e non pagare

«RIGORE SENZA TRASPARENZA=DITTATURA»
« ATTENZIONE ALLO SCIACALLAGGIO …» 
«niente tassa sui rifiuti per appartamenti non utilizzati» 
«tassa che colpisce chi produce rifiuti, e il cui gettito andrà destinato allo smaltimento,»



    •  La Tari, acronimo di Tassa sui Rifiuti, sostituisce le vecchie Tarsu, Tia e Tares ed è certamente uno dei balzelli meno amati dai contribuenti italiani. Le somme pagate per i rifiuti sono state dapprima connotate cometasse (per via del legame tra pagamento ed effettuazione del servizio), poi specificate come tariffe dal noto Decreto Ronchi; la disposizione spiegava nel dettaglio come determinare e applicare la tariffa, prevedendo, però la stesura anticipata di un piano finanziario del servizio. Proprio per le difficoltà dei Comuni nella stesura di tale piano, il decreto non è mai stato attuato. Così, dopo un susseguirsi di differenti interventi legislativi, si è arrivati dapprima, nel 2013, alla Tares, ed in seguito, con la legge di Stabilità 2014, alla Iuc (Imposta Unica Comunale), formata da Imu, Tasi e Tari, quest’ultima componente relativa ai rifiuti. Vediamo nelleslides quando è da considerarsi illegittima e come muoversi per impugnarla e non pagarla.
    • Come funziona la Tari
      Essa è applicata a chiunque possieda o detenga, a qualunque titolo, locali o aree esterne, che possono produrre rifiuti urbani (escluse le aree condominiali o quelle accessorie o pertinenziali di un immobile tassato). Lo scopo della tassa è coprire i costi del servizio di igiene urbana.
      Le tariffe variano a seconda del comune, e sono differenziate per le utenze domestiche e non domestiche. Entrambe le tipologie sono composte da una parte fissa, relativa al costo del servizio, che si computa in base alla superficie dell’immobile, e da una parte variabile, proporzionale alla quantità di rifiuti prodotti: dato che nella quasi totalità dei casi è impossibile quantificare la spazzatura prodotta, essa è commisurata al numero dei componenti della famiglia.
    • Illegittimità costituzionale della Tari
      Secondo parte della dottrina, la Tari risulterebbe, di per sé, un’imposizione costituzionalmente illegittima: difatti, se considerata come tributo, andrebbe contro i criteri di proporzionalità e progressività affermati dalla Costituzione [3]; se considerata, invece, come tassa, appare incoerente inquadrare lo smaltimento come un servizio pagato a consumo, quando, in realtà, dovrebbero essere i contribuenti a ricevere un corrispettivo per il conferimento dei rifiuti (prova ne sia l’esistenza e la diffusione delle discariche verdi, punti di raccolta nei quali viene dato un compenso per ogni tipologia di rifiuto: una famiglia media può arrivare a guadagnare intorno a € 250 l’anno).
    • Illegittimità delle delibere comunali sulla Tari
      Oltre all’illegittimità della tassa in sé, dobbiamo considerare tutti i casi in cui sono le delibere del Comune ad andare contro la normativa stessa.
      Una prima ipotesi si verifica quando la delibera relativa alle tariffe è adottata posteriormente alla data fissata dalle leggi nazionali per deliberare il bilancio di previsione: nel 2013, la data era il 30 novembre, nel 2014 il 30 settembre. Pertanto, tutte le delibere posteriori sono impugnabili.
      Un secondo caso di illegittimità, che si è verificato in numerosi comuni, è la mancanza di riduzione della tariffa di almeno il 40%, nelle zone dove la raccolta non è prevista.
      La più frequente ipotesi d’illegittimità della Tari, però, riguarda il mancato rispetto di un fondamentale articolo della Legge di Stabilità 2014, ossia quello che stabilisce che, per determinare con esattezza il costo del servizio ed i coefficienti di produttività qualitativa e quantitativa dei rifiuti, sia indispensabile la stesura di un piano tariffario. Tale piano deve individuare e classificare i costi del servizio, suddividerli tra fissi e variabili e ripartirli tra utenze domestiche e non, oltreché quantificare tutte le voci per ogni categoria di utenza.
      Osservando la maggior parte delle cartelle, appare evidente l’inesistenza di qualsiasi piano o schema, suscettibile di fornire una tariffa chiara per tipologia d’utenza: gli avvisi di pagamento, infatti, appaiono quasi sempre vaghi ed incomprensibili, rendendo il contribuente impossibilitato a capire sia i calcoli che il regolamento. Pertanto, è palese la mancanza di legittimazione dell’impianto tariffario
    ·         Come impugnare la cartella
    Riscontrando uno di questi casi, ci si può rifiutare di pagare ed impugnare la cartella?
    Nelle ipotesi sopraelencate, si potrà sia, in primo luogo, impugnare l’avviso di pagamento in autotutela, ossia rivolgendosi direttamente all’ufficio tributi del Comune. In caso di risposta negativa o assente, sarà opportuno effettuare l’impugnazione presso la commissione tributaria provinciale, il prima possibile, in quanto l’autotutela non sospende i termini per l’impugnazione.
    Infine, non dimentichiamo la possibilità di impugnare la cartella per tutte quelle aziende che smaltiscono i rifiuti in proprio, previa dimostrazione del fatto che non si usufruisca del servizio comunale: in quest’ultimo caso, si ha diritto all’esclusione totale dalla Tari.(Noemi Secci)

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