martedì 11 febbraio 2020

Pensioni, invariati i requisiti fino al 2022



Niente scatti pensione ed aumento aspettative di vita fino al 2022 per tutte le pensioni, requisiti caso per caso nella nuova Circolare INPS con regole e tabelle.
3 Febbraio 2020Età pensionabile e anzianità contributiva restano invariate fino al 2022: l’INPS recepisce il decreto ministeriale del novembre scorso che stabilisce lo stop agli incrementi per il prossimo biennio ed emana un documento di prassi – la Circolare 19/2020 – che dettaglia i requisiti necessari per accedere alle diverse tipologie di pensione.
Requisiti pensione
L’età per la pensione di vecchiaia resta dunque a 67 anni fino al 31 dicembre 2022, dopo il requisito sarà da adeguare alla speranza di vita (ai sensi dell’art. 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122).
15 Aprile 2019Il requisito per accedere alla pensione anticipata resta invece a 42 anni e dieci mesi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi per le donne fino al 2026 (in questo caso, è stato il dl 4/2019 a bloccare gli adeguamenti alle aspettative di vita).
Lo stesso provvedimento ha anche bloccato, sempre fino al 2026 il requisito per la pensione precoci a 41 anni di contributi (ricordiamo che per questa tipologia di assegno previdenziale bisogna avere almeno un anno di contributi versati entro il compimento del 19esimo anno di età).
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lunedì 10 febbraio 2020

Da domenica 9 a martedì 11 febbraio 2020 torna a Milano la Bit



Borsa Internazionale del Turismo, storica manifestazione organizzata da Fiera Milano che dal 1980 porta nel capoluogo lombardo operatori turistici e viaggiatori da tutto il mondo. Occhio però: l'ingresso per il pubblico è solo domenica 9 febbraio 2020, mentre lunedì 10 e martedì 11 l'ingresso alla Bit è riservato agli operatori del settore.
Come da tradizione, la Bit è un momento di incontro tra decision maker, esperti del settore e buyer selezionati e profilati, provenienti dalle aree geografiche a più alto tasso di crescita economica e da tutti i settori della filiera turistica. Il programma prevede oltre un centinaio tra convegni e seminari sulle ultime tendenze di settore.
Per il pubblico dei viaggiatori, la Bit è però soprattutto un'occasione per scoprire luoghi da sogno e magari iniziare a pensare alla prossima vacanza. a promuovere il proprio territorio ci sono regioni italiane e grandi città, destinazioni emergenti o adatte ad un turismo più leisure per chi ama le vacanze outdoor; non mancano ovviamente le destinazioni a più lungo raggio.
Bit 2020: le novità e i paesi ospiti
Tanti i paesi che si presentano a Milano in occasione della Bit 2020: tra le novità di questa edizione il ritorno, dopo un’assenza di alcuni anni, dell’Andalusia, del Brasile e dell’Egitto; tra le new entry straniere lo stato indiano del Kerala, la città di Sarajevo e l’Ucraina. Buona la presenza dei paesi nordafricani con - oltre al già citato Egitto - l’Algeria, il Marocco, la Tunisia. Presenti le mete a lungo raggio orientali preferite dai connazionali, come Mauritius, l’Indonesia, le Maldive, la Malesia, le Seychelles e la Thailandia, oltre a quelle caraibiche come Anguilla, l’arcipelago delle Bahamas, la Repubblica Dominicana e Cuba, che presenta un’ampia offerta di attrazioni eco-turistiche e di progetti sostenibili volte ad attrarre anche turisti indipendenti e amanti dello sport.
Anche il Centro e Sudamerica registrano una presenza massiccia: alla new-entry Brasile, si affiancano CileGuatemalaNicaraguaPerù Uruguay. Per menzionare altri paesi di spicco, le Isole CanarieCipro, la Croazia che presenta in particolare la città di Rijeka (Capitale della Cultura 2020), la GiordanaIsraele, la Moldavia, il Nepal, la Polonia, lo Sri Lanka, la Regione Spalatino Dalmata, la città di Smirne.
Per quanto riguarda il territorio italiano, la Bit 2020 vede l’importante ritorno della regione Piemonte, oltre all’incremento nell’offerta delle destinazioni presentata dalle regioni VenetoLazioLiguraMarcheSardegna e Sicilia. Presenti, come sempre, la regione Lombardia, una conferma di grande valore in virtù del legame in essere con la città di Milane        e tutto il territorio lombardo, ed Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia                                        Romagna, Puglia, Toscana e Umbria.
Tra le novità, alcuni territori che hanno deciso di enfatizzare la loro visibilità e rafforzare la partecipazione la partecipazioni diretta: da Pompei a Maratea, da Polignano a Mare alla Maddalena, oltre a FavignanaSan Vito Lo CapoErice Castellammare.
Oltre che dal mix di proposte italiane ed estere, anche nell'edizione 2020 la formula della Bit vede la presenza di aree tematiche: I Love Wedding, l’area pensata per scoprire nuove destinazioni e luoghi insoliti per i viaggi di nozze, dove sono in programma eventi e incontri informativi; Bit4Job, l’area dedicata al recruiting per il settore turistico; e Be Tech, dove si incontrano i principali operatori del mondo tecnologico-digitale italiani e stranieri. Particolare enfasi è infine riservata al tema del turismo Lgbt, in vista della prossima convention annuale Iglta (International Gay & Lesbian Travel Association) in programma a maggio a Milano.
Bit Milano 2020: orari, biglietti e come arrivare
L'apertura al pubblico della Bit 2020 è esclusivamente domenica 9 febbraio, in orario 9.30-18.00. I biglietti di ingresso hanno un prezzo di 7 euro acquistati in loco (ma è anche possibile comprare i biglietti in prevendita on line al costo di 5 euro).
Come arrivare? Per raggiungere l'ingresso di Fiera Milano City, (alla Bit 2020 si entra da viale Scarampo, passando dalle reception Colleoni e Teodorico) il mezzo più comodo e immediato è senz'altro la metropolitana: si può arrivare sia con la linea lilla (fermata Portello), sia con la linea rossa (fermata Lotto-Fieramilanocity).
Per chi arriva in auto da fuori Milano e si sta domandando dove parcheggiare, il consiglio è quello di lasciare il proprio veicolo presso uno dei tanti parcheggi di interscambio con annessa stazione della metropolitana: per chi entra a Milano dalle tangenziali i parcheggi più indicati sono quelli di Cascina Gobba (metropolitana verde), Famagosta (metropolitana verde), Bisceglie (metropolitana rossa), Lampugnano (metropolitana rossa), San Donato (metropolitana gialla), e Molino Dorino (metropolitana rossa).
Ricordiamo che, in base al nuovo sistema tariffario in vigore dal 2019, per spostarsi all’interno di Milano sui mezzi Atm, serve un biglietto da 2 euro, che vale 90 minuti dalla prima convalida nelle zone Mi1-Mi3 e permette di fare, entro la validità oraria, anche più viaggi in metropolitana. In alternativa, si può acquistare un biglietto giornaliero da 7 euro, che vale 24 ore dalla prima convalida nelle zone Mi1-Mi3 e permette di fare viaggi illimitati. È anche possibile pagare il biglietto della metropolitana direttamente al tornello con una carta contactless.
Per ulteriori informazioni relative alla Bit 2020 è attivo un call center (02 49976144), attivo generalmente dal lunedì al venerdì ma per l'occasione anche domenica 9 febbraio 2020; l'orario è 9.00-18.00.
Approfondisci con:Maggiori informazioni sull'eventoe biglietti perBit Milano 2020: borsa internazionale del turismo
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domenica 9 febbraio 2020

Sulla prescrizione se si fa sul serio è impossibile mediare. Ma è tutta una sceneggiata


Sembra prevalere il puntiglio di un partito liquefatto. Lega e PD si scambiano i ruoli e Renzi starebbe per battere in ritirata perché i suoi non lo seguirebbero.
NICOLA CARIGLIA | 9 FEBBRAIO 2020
Sulla “riforma” , in realta’ soppressione, della prescrizione non possono esistere compromessi e chi afferma il contrario imbroglia. Quando i problemi derivano da visioni della societa’ radicalmente diverse, addirittura contrapposte, la rinuncia ai propri principi non è mediazione ma abiura. Per i sostenitori del giustizialismo, di ogni inquisizione, della “giustizia” intesa come missione etica, del cittadino impotente di fronte al preteso superiore interesse dello Stato, le garanzie e i diritti individuali sono ostacoli da rimuovere, anzi schiacciare impunemente. Chi, in nome di secoli di conquiste delle liberta’ ha la visione opposta, tradirebbe se stesso se solo permettesse di scalfire lo stato di diritto. Sarebbe, per gli uni e gli altri, come pretendere di uccidere una persona… solo un po’; o tradire solo in parte il marito o la moglie.
E, infatti, la storia della riforma/abolizione della prescrizione che sta squassando la politica e creando lacerazioni tra magistratura e avvocatura è piena di contraddizioni. I 5 Stelle, partito del ministro della Giustizia, Bonafede, si stanno sfarinando, ma restano attaccati a questa bandierina che mette in difficolta’ il PD, socio di un governo che avrebbero interesse a non mettere in crisi per non avvicinare elezioni che ne sancirebbero la scomparsa (o quasi). Il PD, quando era all’opposizione ed il suo voto era ininfluente, fece la bella figura di dimostrarsi difensore dello stato di diritto e delle garanzie processuali. Ora, che è decisivo per togliere di mezzo una “riforma” che ci farebbe ripiombare nell’epoca pre “Beccaria”, si macera alla ricerca di mediazioni, lasciando spazio ai cromosomi giustizialisti ampiamente formatisi nel suo organismo nel corso della sua storia. L’inverso di quanto capita alla Lega: quando era al governo con i 5Stelle e poteva impedirlo, permise il varo della oscena riforma Bonafede, pur facendone slittare l’entrata in vigore. Ora si fa bello andando ad occupare il ruolo di contrario alla riforma, che fu del PD quando non contava nulla. Ma le indagini demoscopiche sono impietose. Ci raccontano, infatti, che il popolo leghista è assetato di sangue e di manette “nel superiore interesse” dei principi di “ordine” e “sicurezza”. Salvo scoprire che i magistrati sono “tutti comunisti” quando contestano a Salvini che non si dovrebbero tenere sotto chiave centinaia di poveri immigrati, impedendo loro di sbarcare da navi gia’ ormeggiate in porti sicuri. E poco importa che proprio la visione della giustizia che ha ispirato il ministro Bonafede consentirebbe ai magistrati “comunisti” di tenere il loro leader, o qualsiasi altro leader politico, sotto naftalina a tempo indefinito proprio grazie alla abolizione della prescrizione.
A completare la fiera degli opportunismi e delle contraddizioni c’è Matteo Renzi. Sara’ pure stato per acquistare visibilità , ma le motivazioni della sua opposizione alla soppressione della prescrizione erano giuste e condivisibili. Il respiro era quello della cultura laica, liberale e riformista. Una speranza per chi teme, a ragione, le prepotenze dell’apparato repressivo statuale. Poi, in perfetto stile renziano, la sorpresa e la delusione. Pare che la battaglia annunciata, ad oltranza fino a provocare il fallimento della riforma della prescrizione, non sara’ poi cosi’ dura. Matteo ci avrebbe ripensato. Ovvero: ci hanno ripensato i suoi, preoccupati delle conseguenze che potrebbero sfociare nella crisi di governo. Ovvero: tutti a casa. Fermiamoci qui’ che è meglio!.
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sabato 8 febbraio 2020

Broccoli: perché fanno bene e gli ottimi valori nutrizionali



L’autunno e l’inverno sono due stagioni molto prosperose di frutta e verdura salutari e ricche di proprietà e benefici utili per l’organismo. I broccoli sono sicuramente una di quelle verdure di cui farne scorta durante questo periodo dell’anno.
Sono degli ortaggi che si abbinano perfettamente ad altri ingredienti e quindi si possono preparare delle ricette sfiziose e leggere. Proprio per la loro vasta lista di proprietà e benefici, il loro uso si è diffuso notevolmente sulle tavole italiane. Nulla di negativo è mai stato riscontrato su questo ortaggio, forse l’unica cosa poco gradevole da attribuirgli è l’odore insopportabile che si crea durante la loro cottura. Per fortuna è stato trovato anche il rimedio a questo piccolo inconveniente, infatti basterà spremere un po’ di succo di limone nella loro acqua di cottura.
PROPRIETÀ NUTRITIVE DEI BROCCOLI
I broccoli sono molto ricchi di vari sali minerali come calcio, ferro, fosforo, e potassio utili per dare energia all’organismo e mantenerlo in buona salute. Non mancano nella vasta lista le vitamine come quella A, C, B1, B2, B6 e K.
Negli ultimi tempi, alcuni studi effettuati, hanno dimostrato che contengono il sulforafano, una sostanza potente che riesce a contrastare le cellule cancerogene e a bloccare anche la diffusione di divisione cellulare. Inoltre, protegge intestino, polmoni e seno da probabili tumori. Un traguardo importante raggiunto con questi studi che hanno permesso di consigliare di mangiare una cospicua quantità di broccoli durante la settimana.
BENEFICI DEI BROCCOLI
I broccoli grazie a questa vastità di proprietà consentono all’organismo di godere di numerosi benefici di cui alcuni molto importanti e rilevanti. Fai attenzione però quando devi sceglierli perché è fondamentale che siano freschi, altrimenti tutte le proprietà e i benefici che apportano non sarebbero più validi.
Perché i broccoli siano freschi bisogna prendere in considerazione alcuni criteri visivi come l’assenza di fiori, il gambo deve essere tenero e integro, le foglie devono essere verdi e compatte e devono avere un odore gradevole.
Se persistono tutte queste caratteristiche allora i broccoli sono freschi e si possono acquistare per preparare tantissime ricette e godere dei suoi importanti benefici.
I broccoli sono ottimi anche per chi soffre di ritenzione idrica in quanto la loro assunzione permette di eliminare le scorie in eccesso e di conseguenza aiutare l’organismo a disintossicarsi. Le caratteristiche curative di questo ortaggio comprendono anche la protezione della cataratta e addirittura dell’ictus.
Inoltre, degli studi hanno dimostrato che i broccoli contengono placebo, sostanza spesso inserita in diversi medicinali che serve per curare faringe, laringe e gran parte dei bronchi.
Le vitamine presenti, come quella A e C prevengono diverse malattie come l’osteoporosi ma, sono anche ottime alleate di bellezza infatti proteggono il collagene, bloccano la formazione di rughe e, proteggono dai danni causati dai raggi solari e dagli agenti atmosferici. Sempre queste vitamine sono utili per gli anziani perché svolgono un vero trattamento naturale nei confronti delle cellule maculari, utili per non incorrere in una cecità.
Mentre, la vitamina K tiene sotto controllo la coagulazione del sangue e mantiene forti le ossa e inoltre, blocca la calcificazione delle arterie e monitora i livelli di colesterolo e pressione, tenendo lontano infarti e attacchi cardiacI
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venerdì 7 febbraio 2020

SANITÀ. ANZIANI, ISS: 19% DEGLI OVER 65 È A RISCHIO FRAGILITÀ



04 FEB - Il 19% degli anziani in Italia è a rischio di fragilità, una condizione che si aggrava con l’età, riguarda nello specifico il 12% dei 65-74enni e il 30% fra gli ultra 85enni, è fortemente associata allo svantaggio socio-economico (sale al 28% fra le persone con molte difficoltà economiche e al 24% fra le persone con bassa istruzione) e disegna un chiaro gradiente geografico Nord-Sud (13% nel Nord vs 24% nel Sud Isole). È quanto emerge dalla sorveglianza di popolazione PASSI d’Argento, 2016-2018, che fornisce una misura in ambito epidemiologico della fragilità fra gli ultra65enni, misurata sulla perdita di autonomia nello svolgimento di alcune attività strumentali della vita quotidiana
Con la finalità di fornire un contributo alla prevenzione e al contrasto di questo fenomeno, l’Istituto Superiore di Sanità ha sviluppato una APP rivolta agli operatori socio-sanitari allo scopo di identificare gli anziani a maggior rischio di fragilità a causa del loro scarso livello di attività fisica e poterli indirizzare verso percorsi di attività fisica idonei alle loro condizioni. Questa novità tecnologica, insieme ai risultati del progetto in cui è stata sperimentata, vengono presentati oggi 4 febbraio 2020 nel corso del convegno “Prevenzione e contrasto della fragilità nell’anziano”.
“Nel contesto di un paese come il nostro – spiega l’Iss - , tra i più longevi in Europa e nel mondo, l’invecchiamento della popolazione è al tempo stesso un trionfo e una sfida per la società
“Se da una parte l’allungamento della vita media è il risultato di continui e importanti traguardi in campo diagnostico e terapeutico, dall’altra l’aumento della proporzione di anziani, che diventano gli utenti principali delle risorse sanitarie, impone un’attenzione crescente alla promozione di un invecchiamento sano e attivo e all’ottimizzazione delle opportunità di salute, di accesso equo alla prevenzione e alle cure”, afferma la Dott.ssa Benedetta Contoli dell’ISS, responsabile scientifica del progetto CCM “Supporto e valorizzazione della Joint Action “Frailty Prevention” attraverso la promozione dell’attività fisica degli ultra64enni, finanziato dal Ministero della Salute.

“Pertanto – va avanti la ricercatrice – avere la possibilità di identificare in termini epidemiologici quella parte di popolazione anziana più vulnerabile o a rischio di fragilità diventa cruciale per programmare, sia a livello centrale che locale, politiche mirate ed efficaci che rendano reversibile questa condizione di rischio o ne rallentino la progressione verso la disabilità. E poiché la sedentarietà è uno dei maggiori fattori predittivi della fragilità, come confermano anche i dati della sorveglianza PASSI d’Argento, la prevenzione e il contrasto della fragilità nell’anziano passa anche attraverso la lotta alla sedentarietà e la promozione dell’attività fisica e del movimento”.

La APP si basa sul questionario “Physical Activity Scale for the Elderly” (PASE), validato a livello internazionale per “misurare” l’attività fisica praticata dagli ultra65enni e utilizzato anche in PASSI d’Argento, ed è stata impiegata in alcune realtà regionali come strumento di “screening” di comunità per individuare gli anziani a rischio di fragilità da indirizzare a percorsi promozione dell’attività fisica.
La valutazione da parte degli operatori che hanno utilizzato lo strumento è stata molto positiva ed è prevista la diffusione della APP in tutte le regioni tra gli operatori sanitari, al termine del progetto. Gli ultra65enni arruolati nel progetto e inseriti in programmi di promozione all’attività fisica sono stati seguiti nel tempo: la compliance allo studio è stata alta, la percezione dello stato di salute e benessere e i sintomi di depressione misurati all’inizio e al termine dello studio sono migliorati significativamente.
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Tassa di successione, Italia troppo generosa: arriva la proposta per cambiarla


Nello studio dell'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell'Università Cattolica appena pubblicato un'analisi dei pro e contro. E una soluzione per cambiarla
Come spesso accade nel Belpaese, si torna a parlare di imposta sulle successioni e sulle donazioni. Un’ultima interessante riflessione, e relativa proposta di patrimoniale, arriva da uno studio appena pubblicato dall’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica guidato da Carlo Cottarelli, a firma Edoardo Frattola e Giampaolo Galli, dal titolo “Pro e contro dell’imposta su successioni e donazioni”.
Italia generosa con i contribuenti
L’imposta sulle successioni e sulle donazioni italiana è piuttosto “generosa” rispetto a quella di altri Paesi europei perché ha aliquote più basse e non progressive, e franchigie più elevate. Non solo: nel determinare a quanto ammonta il trasferimento, il valore degli immobili viene calcolato non secondo il loro valore di mercato, ma in base al loro valore catastale.
In attesa di una riforma del catasto sempre annunciata ma mai attuata, nonostante le raccomandazioni delle istituzioni europee, il valore catastale attuale rimane significativamente inferiore al valore di mercato, riducendo quindi anche il valore complessivo dell’asse ereditario o della donazione a cui applicare l’imposta di successione.
Quanto incassa lo Stato
Il risultato? Il gettito dell’imposta è piuttosto modesto. Secondo i dati dell’OCSE, il gettito derivante dall’imposta sulle successioni e sulle donazioni italiana è stato pari a soli 820 milioni nel 2018, ovvero lo 0,05% del Pil (e lo 0,11 delle entrate totali). Una cifra lontana da quanto incassato negli altri principali Paesi europei.
In Francia, per esempio, nel 2018 il gettito dell’imposta su successioni e donazioni è stato pari a 14,3 miliardi di euro, cioè lo 0,61% del Pil: in altre parole, quasi tredici volte quello italiano. A quota 0,20-0,25% del Pil troviamo invece la Germania (6,8 miliardi), il Regno Unito (5,9 miliardi al cambio del 2018) e la Spagna (2,7 miliardi), tutti Paesi che riescono a incassare quasi cinque volte l’Italia.
Quanto incassano gli altri Paesi Ue
Questo anche grazie a una struttura dell’imposta diversa da quella della ISD italiana: tutti e quattro i Paesi hanno infatti aliquote molto più elevate rispetto a quelle in vigore in Italia, anche superiori al 50% come in Francia per esempio, e franchigie significativamente più basse.
I due autori dello studio portano anche un esempio concreto: consideriamo un’eredità del valore netto di 1 milione di euro lasciata da un genitore al proprio figlio: quante imposte dovrebbero essere pagate su questo trasferimento? In Italia la franchigia di 1 milione è sufficiente a evitare completamente l’imposizione, mentre negli altri Paesi non è così: in Spagna l’imposta ammonterebbe a circa 335mila euro, in Francia a 270mila, nel Regno Unito a 245mila e in Germania a 115mila.
I dati OCSE mostrano per l’Italia un gettito di circa 1 miliardo di euro nel 2000-2001, che si è poi progressivamente azzerato tra il 2002 e il 2006 ed è infine risalito a 820 milioni nel 2018 (qui avevamo fatto una panoramica dei Paesi in cui si vive meglio perché le tasse sono più basse, soprattutto per i pensionati).
I pro di un aumento della tassa di successione
Esistono argomentazioni a favore e contro un suo rafforzamento: da un lato l’imposta può essere uno strumento di equità sociale ed è meno distorsiva delle imposte sui redditi, dall’altro è difficile evitare che essa finisca per colpire soprattutto le proprietà immobiliari del ceto medio.
Da un lato, ci sono diverse considerazioni a sostegno di un aumento dell’imposizione sulle grandi eredità: al di là dell’aspetto morale, un aumento può essere visto come un tentativo di limitare una eccessiva concentrazione di ricchezza nelle mani di poche famiglie e di favorire quindi una maggiore uguaglianza sociale.
Inoltre, ricevere risorse ingenti potrebbe scoraggiare l’impegno dell’erede in attività lavorativa a tal punto da legittimare un prelievo adeguato sui trasferimenti di ricchezza più significativi.
I contro di un aumento della tassa di successione
Dall’altro, si sostiene che un’imposta di successione molto elevata ridurrebbe gli incentivi ad accumulare ricchezza poiché una quota maggiore di questa ricchezza finirebbe allo Stato invece che ai propri figli e nipoti, e avrebbe quindi un effetto negativo sui tassi di risparmio e sull’offerta di lavoro, soprattutto negli ultimi anni prima della pensione.
In secondo luogo, potrebbe incoraggiare uno spostamento di capitali all’estero, verso Paesi con una tassazione della ricchezza più bassa.
La proposta
Una proposta ragionevole potrebbe essere quella di mantenere franchigie sufficientemente elevate, in modo tale da evitare che la tassazione ricada prevalentemente sulle proprietà immobiliari del ceto medio, ma al tempo stesso aumentare le aliquote e la loro progressività sui trasferimenti più grandi: ciò potrebbe verosimilmente consentire di incassare di più e rafforzare il carattere redistributivo di questa imposta.
Inoltre, per far sì che l’imposta di successione non venga percepita come una “tassa sulle disgrazie”, si potrebbero prevedere aliquote più basse o franchigie più elevate nel caso di eredità ricevute da figli minorenni o comunque non autosufficienti, come già avviene in Spagna e in Germania.

giovedì 6 febbraio 2020

Taglio cuneo fiscale in Gazzetta, aumenti per 16milioni di lavoratori: le cifre

In totale, per la riduzione del cuneo fiscale sugli stipendi dei lavoratori dipendenti, sono stati stanziati 3 miliardi di euro per il 2020
Il taglio del cuneo fiscale è realtà. Il decreto-legge 5 febbraio 2020, n. 3 recante “Misure urgenti per la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente”, precedentemente approvato nel Consiglio dei Ministri n. 24 del 23 gennaio 2020, è stato pubblicato ieri in Gazzetta ufficiale. In totale, per la riduzione del cuneo fiscale sugli stipendi dei lavoratori dipendenti, sono stati stanziati 3 miliardi di euro per il 2020.
Bonus di 80 euro aumenta a 100 euro per i redditi annui sino a 28.000 euro – Il testo prevede dal 1° luglio aumenti per 16 milioni di lavoratori. L’articolo 1 del provvedimento introduce un aumento del bonus di 80 euro a 100 euro mensili per chi ha un reddito annuo fino a 26.600 euro lordi. Per i redditi da 26.600 euro a 28.000 euro sarà, invece, attivato un incremento di 100 euro al mese in busta paga. Fino al 31 dicembre 2020 il bonus complessivo per i redditi fino a 28mila euro sarà di 600 euro mentre per gli anni a partire dal 2021 il bonus passerà a 1.200 euro per ogni anno.
Bonus per redditi annui da 28.000 a 40.000 euro – Oltre la soglia dei 28mila euro e fino ai 40mila è prevista, per i soli sei mesi del 2020, una detrazione fiscale equivalente (pari a 480 euro rimodulati) che decresce fino ad arrivare al valore di 80 euro per un reddito di 35mila euro lordi.  L’importo del beneficio va poi a decrescere fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro di reddito.
Aumento della platea – La platea dei beneficiari, tra lavoratori dipendenti privati e pubblici, aumenta di 4,3 milioni, passando da 11,7 milioni che percepiscono il bonus Renzi a 16 milioni di lavoratori. 
Il provvedimento non sarà applicato a circa 100mila persone nella Pa (magistratura, presidenza del Consiglio, carriere diplomatiche e prefettizie, Authority, dirigenza).